Aborto

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L'aborto, nel senso tecnico, è una qualunque espulsione dell'embrione o del feto dal grembo prima che questo sia in grado di sopravvivere autonomamente. Nella maggior parte dei contesti non medici si riferisce a una serie di procedure mediche[1] usate per mettere fine volontariamente alla gravidanza. Questo articolo si focalizza sul dibattito sulla legalità e l'induzione dell'aborto.

Se e fino a che punto l'aborto indotto deve essere incoraggiato, permesso o scoraggiato è un problema sociale che ha diviso teologi, filosodi e legislatori. Nella maggior parte del mondo questi problemi continuano ad essere dibattuti, soprattutto su quali limiti legali debbano essere messi in atto rispetto alla gravidanza, e fino a che mese di gravidanza gli aborti indotti debbano essere legali, e che diritti i minori devono avere per accedere all'aborto.

Il dibattito sulla legalità dell'aborto si divide generalmente in due posizioni. Persone che ritengono che l'aborto debba essere legale (con alcune eccezioni) e più frequentemente chiamati pro-choice, e persone spesso chiamate pro-life che vi si oppongono. Le persone che ritengono che l'aborto debba essere illegale (a volte con eccezioni) sono spesso chiamate pro-life, e spesso chiamate anti-choice dall'opposizione.

Argomentazioni[modifica]

Inquadrare le argomentazioni[modifica]

È di importanza critica capire che la discussione gira intorno a due interessi in competizioni: quelli della madre e quelli del feto. Focalizzarsi sulla madre genera argomentazioni sul diritto di una persona di decidere sul proprio corpo, quando e sotto quali circostanze metterà al mondo un figlio, e il suo fondamentale diritto di avere controllo su quello che avviene nel proprio corpo. Argomentazioni di incesto, stupro, status economico o "convenienza" sono portate quando il dibattito si focalizza sulla madre. Quando questo si focalizza sul bambino, invece, vengono portate argomentazioni molto diverse. Quando inizia la vita? A quale stadio della gravidanza un feto acquisisce consapevolezza e sensazioni? Qual è la differenza (se ve n'è una) fra aborto ed eutanasia se il feto presenta problemi medici gravi?

Al di là di questo, argomentazioni specifiche sono state messe in gioco in dialoghi politici e morali e nei tribunali riguardo l'accettabilità dell'aborto indotto.

Stupro, incesto o semplice peccato[modifica]

Nella maggior parte delle argomentazioni che discutono il diritto di una donna di avere accesso all'aborto, specialmente negli USA e in Australia, la responsabilità di una donna in gravidanza è la questione principale. Se la donna è stata vittima di stupro o incesto, è più probabile che la maggior parte dell'audience la vedrà come una vittima e prenderà la situazione più seriamente che se fosse stata fuori il venerdì sera a farsi gli affari suoi.

In quasi tutte le situazioni dove l'accesso all'aborto è limitato dalla legge, viene considerata un'esenzione nei casi di stupro ed incesto. L'assunzione implicita è duplice. In primo luogo, uno stupro o un caso di incesto (che tecnicamente è quasi sempre uno stupro) è psicologicamente e spesso fisicamente traumatico per la donna o l'eventuale bambino e quindi viene accettato che la gravidanza derivata comporterà solamente ulteriore trauma. La seconda assunzione si basa sugli stereotipi e i ruoli ideali delle donne nella società. In questi casi la donna (o ragazza) non ha "scelto" di fare sesso, quindi è considerata più pura, pulita ed onorevole rispetto alla donna che ha peccato e che invece dovrebbe "assumersi la responsabilità" delle sue azioni.

Le persone pro-choice ribattono alla prima assunzione che tutte le gravidanze indesiderate sono inerentemente traumatiche, e solo la donna stessa in quello specifico momento della sua vita può "giudicare" il suo livello di trauma - non la legislatura. Per quanto riguarda la seconda assunzione invece, di solito rivoltano gli occhi al cielo.

Per le persone pro-life esiste un problema con la logica dell'"esenzione da stupro o incesto" - un problema che raramente portano alla luce, siccome li fa apparire freddi e distaccati. Se la vita è valida dal concepimento, e se Dio è ne ha il controllo, allora la vita ha lo stesso valore sia che arrivi da una scappatella di una notte che da un atto di violenza. Comunque, nonostante questa chiara contraddizione, pochi politici o corpi legislativi antiabortisti nel mondo occidentale hanno suggerito di restringere l'accesso all'aborto alle vittime di questi crimini.

Stato di avanzamento della gravidanza[modifica]

Il secondo maggiore punto più discusso nel parlare di moralità, etica o legalità dell'aborto è lo stato di avanzamento della gravidanza. A prescindere dalla posizione sull'argomento o dal loro pensiero riguardo alla legalità dell'aborto, virtualmente chiunque discuta dell'argomento comprende ed è d'accordo sul fatto che un aborto durante il primo mese di gravidanza è molto differente da un aborto durante il nono mese. Per agevolare la discussione, la maggior parte delle persone segue il sistema "trimestrale" medico, e vede 5 limiti distinti in base allo stadio.

  • I sostenitori del fatto che un feto è sempre e comunque una persona sostengono che la vita inizi al concepimento. Altri vorrebbero dichiarare la gravidanza (vista come nuova vita all'interno della madre) iniziata [durante il ciclo mestruale prima del concepimento, ma loro sono i più fanatici. Negli USA, chi sostiene questa argomentazione ha recentemente provato ad assegnare uno stato legale allo zigote, anche se finora tutti i tentativi hanno fallito.
  • Primo trimestre - questa è il punto di vista più comune delle persone adulte nel mondo occidentale. Le assunzioni mediche includono il fatto che il feto non abbia un cervello e di conseguenza nessuna consapevolezza, nessun movimento viene ancora percepito e il fatto che la maggior parte degli aborti avvenuti naturalmente (aborti spontanei) avviene nel primo trimestre (generalmente il 25%) rende più tollerabile l'idea a chi altrimenti non sosterrebbe il diritto di una donna di abortire.
  • Secondo trimestre - siccome il feto diventa più somigliante a un essere umano, i suoi movimenti possono essere percepiti, il sesso può essere determinato etc., le connessioni emotive al feto visto come "bambino vero" sono più forti. In molte nazioni che regolano l'aborto, il secondo trimestre tende ad essere nel bel mezzo del campo di battaglia fra legale e non.
  • Terzo trimestre - nel terzo trimestre, il feto assomiglia a tutti gli effetti ad un bambino già nato, almeno superficialmente. La connessione emotiva è impossibile da negare a quel punto. Poche se non nessuna nazione che permette l'aborto lo fa durante il terzo trimestre, a meno che la vita della donna non sia minacciata o il feto sviluppi seri problemi.
  • Sempre legale - come i sostenitori della vita che inizia al concepimento, ci sono persone che sostengono l'opposto e pensano che la questione non sia e non debba ruotare attorno all'età del feto nell'utero, ma al diritto della donna di controllare il proprio corpo e chi o cosa ci viva all'interno. Questa posizione non fa differenza fra il diritto di abortire un feto di un mese o uno completamente formato, purchè sia la donna a desiderare di abortire. Questa è la poisizione più ideologica, e virtualmente nessun aborto è mai stato praticato su un feto di 8 o 9 mesi a meno che non ci fossero complicazioni tali da mettere a rischio la vita della donna.

C'è un altro modo di vedere la questione dell'avanzamento della gravidanza che però rappresenta un piano piuttosto inclinato dati gli avanzamenti medici e tecnologici. "Abilità di sopravvivere al di fuori dell'utero", o "viabilità". Negli anni 70, durante la sentenza Roe contro Wade[wp], questo coincideva con il terzo trimestre. Ma con l'avanzamento della tecnologia, questa linea si sposta sempre più in basso. È altamente probabile che in un futuro non troppo distante delle uova fertilizzate possano essere direttamente incubate, rendendo la questione della sopravvivenza al di fuori dell'utero spinosa.

Argomentazioni a favore della legalizzazione dell'aborto[modifica]

In generale, chi sostiene la legalizzazione dell'aborto e della sua regolazione sostengono che solamente la donna stessa, piuttosto che lo stato o un qualsiasi altro gruppo, abbia il diritto di decidere cosa avviene all'interno del suo corpo. [2]

Argomentazioni protettive nei confronti della salute della donna[modifica]

L'argomentazione più critica per assicurarsi che le donne possano avere accesso ad aborti legali e sicuri è che le donne proveranno ad abortire che questo sia legale o meno, e sicuro o meno. Quando una donna veramente non desidera una gravidanza, specialmente se quella gravidanza è potenzialmente problematica per la sua situazione sociale o fisica, e non vede veramente nessuna alternativa, proverà a terminarla anche a rischio della sua stessa vita. [3]. Non importa quante discussioni morali, etiche o legali verranno fatte - questa realtà non cambierà.

Dato questo, è incombente sulle associazioni mediche e sui governi il doversi assicurare che questa donna abbia lo stesso accesso a cure mediche che avrebbe avuto volendo portare a termine la gravidanza.

Addizionalmente, anche se una donna volesse proseguire la gravidanza, circa l'1% delle gravidanze sono extrauterine - una condizione pericolosa che può risultare nella morte della madre e per cui l'unica cura è appunto l'aborto.

Argomentazione della privacy su decisioni mediche[modifica]

L'argomentazione per il diritto di una donna di abortire secondo la Corte Suprema degli Stati Uniti d'America è basato sul diritto alla privacy di una donna nel prendere decisioni mediche sul suo corpo e la sua riproduzione. Anche se articolato diversamente nel caso Roe contro Wade, la premessa di base che la maggior parte dei corpi giuridici del mondo occidentale hanno usato è che una donna mantiene l'integrità del suo corpo e delle sue decisioni mediche sia che queste siano su questioni riproduttive incluso l'aborto, sia altre questioni fisiche come la chirurgia plastica, o il semplice diritto di sottoporsi a cure mediche, a prescindere da quello che potrebbe essere "meglio per lei" secondo la sua comunità.

Molti antiabortisti basano la loro opposizione su argomentazioni religiose;[4][5] ma è anche possibile opporsi alla pratica su basi puramente umanistiche [6][7][8][9][10][11]

Argomentazione del diritto di sfratto[modifica]

Walter Block, un economista e liberale, propose una posizione conosciuta come il "diritto di sfratto". Questa posizione separa il concetto di aborto in due parti: l'atto di rimuovere (sfrattare) un feto dall'utero, e l'atto di ucciderlo. Sostiene che alle persone sia concesso di sfrattare dalla loro proprietà, e questo sia un diritto inalienabile - in linea con la maggior parte dei pensieri liberali. Un ammonimento aggiunge che questo debba essere fatto utilizzando i metodi meno dannosi possibile. Per esempio, un bambino piccolo che gioca sul tuo prato può essere accompagnato fuori, ma un intruso armato in casa potrebbe richiedere un po' più di forza, anche potenzialmente letale, siccome questa è la minima richiesta per usufruire del proprio diritto.

Siccome una donna è proprietaria del suo corpo e del suo utero, la posizione di Block sostiene che un feto non desiderato sia un parassita e intruso. La donna quindi ha il diritto di "sfrattarlo" utilizzando qualsiasi metodo possa causare il minimo danno.

L'argomentazione continua affermando come correntemente non ci sia un modo di "sfrattare" il feto senza terminare la sua vita, e quindi farlo è l'opzione di fatto meno dannosa. Nessun'altra opzione è disponibile per rinforzare il proprio diritto allo sfratto. Se avanzamenti tecnologici rendessero possibile la rimozione del feto senza terminarle la vita (trasferendolo ad un utero artificiale o ad un altro surrogato), allora questa diventerebbe l'opzione meno dannosa.

Argomentazioni contro la legalizzazione dell'aborto[modifica]

Le argomentazioni contro l'aborto generalmente si focalizzano sul "diritto alla vita", guidate dalla convinzione che tutta la vita sia intrinsecamente da proteggere, anche se le argomentazioni pro-life possono anche derivare da considerazioni più pragmatiche.

Argomentazioni contro il diritto di scelta[modifica]

Le argomentazioni contrarie al diritto di scelta tipicamente poggiano sulle seguenti premesse:

  • I bambini non nati devono avere un diritto fondamentale all'integrità del proprio corpo, che viene infranto con l'aborto. (Anche se si potrebbe ribattere che una persona senziente, come la donna incinta, dovrebbe avere diritti, e mentre un feto giovane è vivo in termini biologici non ha capacità di pensare, provare emozioni o essere cosciente più di un qualsiasi pezzo di carne del nostro corpo, semplicemente perché il suo cervello non è abbastanza sviluppato da percepire o comprendere le qualità di cui sopra)
  • Un bambino non nato è "valido" quanto un bambino già nato, quindi ucciderli è equivalente

Equilibrare i diritti[modifica]

Il fatto di far prevalere il diritto di scelta della madre o i presunti diritti del feto è un dibattito molto vasto e le persone pro-life generalmente mettono i diritti del feto al di sopra di quelli della madre in tutti i casi eccetto quelli più estremi.

I sostenitori pro-choice spesso citano il rischio di morte della madre o gravidanza risultata da uno stupro come giustificazioni per l'aborto. Tuttavia, il tesso di mortalità delle gravidanze era 17.8 morti per 100.000 nascite negli USA nel 2011 (anno più recente per cui la CDC ha dati).[12] Lo stesso studio del 2005 ha mostrato che solo il 12% delle donne ha menzionato "problemi fisici di salute" come motivo per l'aborto e solo il 13% ha menzionato "possibili problemi sulla salute del feto", indicando che gli aborti vengono generalmente effettuati per motivi che non riguardano la salute della madre o del feto. Infine, l'argomentazione. Infine, l'argomentazione dello stupro abortisce il feto per azioni compiute dal padre.[13]

L'argomentazione della potenzialità[modifica]

L'argomentazione della potenzialità asserisce che dovremmo rispettare i diritti dei non-nati, specificamente il diritto alla vita, anche se non sono ancora persone.

La probabilità di stare per terminare la vita di un feto che sarebbe altrimenti nato vivo è una discussione moralmente rilevante.[14]

Argomentazioni lato-a-lato[modifica]

Argomentazioni per bandire l'aborto Argomentazioni per la legalizzazione dell'aborto

Aborto = omicidio?
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Un aborto risulta nella morte di un embrione o di un feto.[15][16] I termini embrione e feto non si riferiscono a non-umani, ma a umani in particolari stadi di sviluppo.[17] Non esiste una base razionale per distinguere un feto da un neonato; ciascuno è essenzialmente totalmente dipendente e potenzialmente membro della società, e ciascuno possiede un grado di umanità. Non è "scientificamente incorretto" chiamare l'embrione un bambino non nato[18], come praticamente ogni embriologo umano, ogni principale libro di testo di embrionologia umana e lavori di riferimenti scientifici consistentemente concorda sul fatto che la fertilizzazione segna l'inizio della vita del nuovo essere umano.[19][20][21][22][23][24][25][26][27][28][29]

Solo attraverso una stupidità disarmante qualuno potrebbe suggerire che quando lo sperma e l'ovulo si uniscono, il ciclo di vita può iniziare ma l'inizio della "vita" è qualcos'altro. Un ciclo di vita descrive la serie di fasi che un singolo individuo attraversa fino al tempo in cui produce della discendenza per conto suo. Questa serie di fasi è chiamata un ciclo di vita perché la discendenza passa attraverso la stessa serie prima di riprodursi producendo della discendenza propria. Come afferma Encyclopædia Britannica: "Anche se gli organismi vengono spesso pensati come adulti, e la riproduzione viene considerata la formazione di un nuovo adulto somigliante alla generazione precedente, un organismo vivente, in realtà, è un organismo durante tutto il suo ciclo di vita, dall'ovulo fertilizzato all'adulto, non solo una parte di quel ciclo."[30]

Ovviamente, quando si mostrano le prove del fatto che la vita umana inizia al concepimento, i proponenti dell'aborto cercano di tracciare una distinzione fra essere umano e persona umana. Ma il diritto alla vita è basato sulle capacità inerenti e naturali di un individuo. Tracciare una distinzione fra un essere umano e una persona umana è come dire che un essere vivente possa intraprendere un cambiamento radicale ed essenziale nella sua natura durante il suo ciclo di vita. Ma se il cambiamento era biologicamente inevitabile fin dal concepimento, allora questo cambiamento non è un cambiamento di natura essenziale, deve essere stato nella sua natura fin dall'inizio. E se è nella sua natura intraprenderlo, allora nonostante qualsiasi cambiamento in caratteristiche come l'indipendenza o lo sviluppo fisico, quello che quell'essere sarà più avanti nel suo ciclo di vita è quello che è sempre stato fin dall'inizio.

Pensate a voi stessi: non "provenite" da un embrione, piuttosto una volta "eravate" un embrione, così come non provenite da un adolescente, eravate un adolescente. E se vostra madre avesse avuto un aborto, avrebbe ucciso "voi". Questo "voi" in questione sarebbe stato una persona esistente con un valido diritto alla vita.

A parte questo, anche se ci fosse incertezza riguardo al diritto alla vita del feto, allora abortire sarebbe comunque equivalente ad assumersi consciamente il rischio di uccidere un'altra persona. il

Volendo essere precisi, la "vita" non inizia al concepimento perché sia sperma che ovulo sono "vivi". Piuttosto, il "potenziale" per un nuovo essere umano distinto inizia a concepimento. Una gravidanza è definita come l'impiantarsi di un ovulo fertilizzato all'intero dell'utero. [31][32] Questa distinzione è importante perché la ricerca scientifica moderna suggerisce che ben oltre il 50% e probabilmente il 75-90% di tutti gli ovuli fertilizzati vengano scartati prima di essere impiantati. Un aborto per definizione termina una "gravidanza". Almeno il 25% delle gravidanze termina con un aborto spontaneo e più spesso che no entro le prime 12 settimane.[33] Seguendo la logica pro-life, Dio permette che dal 25% al 75% dei bambini muoiano ancor prima di nascere. C'è stata una notevole mancanza di campagne riguardo questa impressionante quantità di morti infantili.

Mentre l'inizio del ciclo di vita potrebbe essere definito al meglio come il momento del concepimento, l'inizio della "vita" è una questione molto più complessa. Per esempio, dato che la fine di una vita è quasi universalmente accetta come la fine di attività cerebrale significativa, è scientificamente e logicamente valido definire l'inizio della vita come l'inizio di attività cerebrale significativa. Questo punto di vista, che pone l'inizio della "vita" a circa 24-25 settimane dopo il concepimento è valido, in termini logici e scientifici, come qualsiasi altro.

Tuttavia, per questioni legali, una linea deve essere tracciata. Conoscendo pienamente tutte le difficoltà della decisione e i forti sentimenti a riguardo, nella maggior parte delle nazioni che permettono l'aborto, studiosi e giudici hanno utilizzato la viabilità del feto come una linea comune e distinguibile, notando come prima delle 20 settimane, le probabilità che un feto sopravviva al di fuori dell'utero sono nulle. Per quanto ben formate siano le sue piccole dita, non può essere considerato un'entità indipendente in alcun modo significativo. La viabilità realistica viene raggiunta a circa 25-26 settimane[34] e pochi paesi permettono l'aborto dopo 24 settimane, eccetto in chiari casi di rischio di vita della madre.

Il proibire gli aborti, inoltre, non serve a ridurli.[35] I tassi di aborti più alti sono riscontrabili in paesi dove l'aborto è illegale, come quelli dell'America Latina e dell'Africa. Non migliora la situazione rispetto ai tassi di mortalità delle donne in quanto la maggior parte delle procedure finiscono per essere eseguite in modo clandestino e non sicuro.


Danni dell'aborto alla salute della donna
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Gli attivisti antiabortisti sostengono che l'aborto abbia serie conseguenze fisiche e psicologiche per la donna. National Right to Life (chiunque siano) enfatizza il rischio di complicazioni senza presentar statistiche sulla frequenza, nonostante ammettano che la maggior parte di queste siano temporanee e curabili. Affermano che l'aborto aumenti il rischio di gravidanze extrauterine, raddoppi il rischio di futura sterilità, e che questi rischi aumentino con più aborti. [36] Andy Schlafly, che ha lauree in ingegneria e legge e insegna ai bambini nel seminterrato di una chiesa, usa queste esperienze per sostenere su Conservapedia[rw] che ci sia un collegamento fra gli aborti e il cancro al seno. National Right to Life sostiene "una quantità sempre maggiore di studi evidenzia come l'aborto possa causare danni psicologici ad alcune donne." Ammettono una mancanza di informazione sulla prevalenza di seri danni psicologici, dicendo solo che, "un sondaggio del Los Angeles Times nel 1989 scoprì che il 56% delle donne che hanno avuto aborti si sono sentite in colpa a riguardo, e il 26% se ne è pentita."[37]

Né gli aborti spontanei né quelli indotti sono collegati al cancro al seno[38][39]. Dal 2000, quando la FDA ha composto le linee guida per gli aborti non chirurgici (entro 49 giorni dal concepimento) sotto la supervisione di un dottore, solo 7 morti sono state segnalate dal CDC. Di queste, la FDA ha concluso che una era avvenuta per ragioni mediche completamente slegate dall'aborto della paziente[40]. Secondo Planned Parenthood il rischio di morte negli aborti non chirurgici è di 1 su 100 000, circa lo stesso rischio di morte per aborto spontaneo, e che è circa 11 volte più sicura Da completare: sarò stanca ma non ho capito il senso della frase sicuraand that from an early vacuum aspiration abortion is roughly 11 times safer than carrying a child to term, the risk of which is 1 in 10,000.[41] They flatly dismiss any link to future childbearing difficulties.

Riguardo i problemi psicologici, Planned Parenthood nota la mancanza di fondamenti scientifici per le asserzioni della presunta "sindrome post-aborto." Afferma inoltre che la frequenza di problemi emotivi a lungo termine sia simile a quelli associati alla nascita.[42]

Una gravidanza è un evento che cambia la vita. Le donne avranno necessariamente seri rischi medici e dovranno sopportare dolore e sofferenza nel portare in grembo un figlio e farlo nascere. Eppure nessuno propone leggi per fermare la gravidanza per preoccupazioni di "salute delle donne". Le donne incinte dovranno necessariamente confrontarsi con cambiamenti emotivi e fisici indipendentemente dall'esito della gravidanza. Le donne che decidono di abortire possono un giorno ritenere che questa sia stata la loro decisione migliore, e un altro giorno desiderare di avere cresciuto il bambino. Le donne che crescono il bambino possono guardare alla loro vita che stanno vivendo e pentirsi della cosa. Nessuno le sta mettendo in guardia sul non avere figli, tanto meno renderlo legge. Le donne incinte e povere, rischiano le loro vite e la loro salute, così come vita e salute del bambino - ma le grida d'aiuto vengono largamente inascoltate dalla società. L'unica volta che i "pro life" si occupano di "salute delle donne" è quando l'argomento è l'aborto.


"Cultura della Vita"
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La maggior parte delle argomentazioni pro-life riguardano il fatto che il feto è un essere umano completo fin dal concepimento, e che i feti hanno gli stessi diritti di ogni altro essere umano. L'argomentazione è spesso collegata ad altre questioni di "rispetto per la vita" come l'eutanasia e la pena di morte nel sostenere la "Cultura della Vita" da sostituire alla "Cultura della Morte." Queste idee sono state articolate in questo modo da Giovanni Paolo II nell'enciclica Evangelium Vitae.[43] La Chiesa Cattolica ha dichiarato la quasi totale opposizione alla pena di morte.[44]

La preferenza irriflessiva per la quantità di vita ignora qualunque considerazione per la qualità della vita. Inoltre, molti attivisti pro-life politici[wp] usano questo linguaggio per mostrare un particolare disaccordo sulla "sacralità della vita umana" quando la vita appartiene a un condannato o ad un non-nazionale. Ovviamente, questo li rende semplicemente ipocriti ma non dimostra il fatto che le loro posizioni siano sbagliate. Affermare inoltre che qualcosa ha un potenziale per essere una persona dovrebbe conferire lo stesso diritto alla vita di una persona è cattiva logica, vale a dire quella secondo cui qualcosa che ha un potenziale deve ricevere gli stessi diritti della cosa che diventerà: "Io come giovane adulto, ho il potenziale per diventare un leader religioso. Dubito però che riceverò lo stato di esenzione fiscale."


Diritti Comparativi
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I diritti di più di una persona sono coinvolti in una gravidanza. L'argomentazione del "diritto di controllare il proprio corpo" non ha validità se il non nato è un essere umano, perché questo è il caso in cui il "diritto a controllare la mia vita" diventa il diritto di ferire e opprimere altri a mio vantaggio. Anche l'embrione ha il diritto di controllare il suo corpo. L'embrione ha il diritto a non essere ucciso.

In una gravidanza indesiderata, i diritti di qualcuno vengono calpestati. Ma la severità della violazione dei diritti deve essere presa in considerazione. Chi soffre la maggiore violazione di diritti - una gravidanza forzata e la nascita, o una morte violenta? La privacy non è mai un diritto assoluto, ma è governata da altri diritti. Il diritto di vivere è superiore al diritto alla privacy. La nascita ha sicuramente effetti che cambiano la vita di una donna, ma un singolo momento nella scelta di abortire deruba qualcun altro di una vita di scelte e gli impedisce di mai esercitare i suoi diritti. Quindi, i diritti dell'embrione sono violati dall'aborto molto di più dei diritti di una donna.

Le donne incinte solitamente continuano con la loro vita sociale e carriera, non diventano un qualche tipo di sistema passivo di supporto alla vita per qualcun altro. Ed è ragionevole per la società aspettarsi che un adulto conviva temporaneamente con dei disagi se l'unica alternativa è uccidere un bambino. Non c'è uguaglianza, se la comodità di qualcuno ha la precedenza sulla vita di qualcun altro, se la prima persona ha più potere.


Le persone pro-choice considerano generalmente che il corpo di un essere umano sia inviolabile, e lo stato non dovrebbe regolarlo. In particolare, le donne non dovrebbero mai essere obbligate a essere "incubatori" per un feto. Inoltre, l'adozione non è un'alternativa valida all'aborto perché non gestisce il problema della gravidanza indesiderata; solo il problema della genitorialità non desiderata. L'aborto gestisce entrambi. E mentre l'adozione può sollevare una donna dal peso di fare crescere un bambino, non può isolarla dai suoi stress psicologici, che possono essere severi, nell'arrendersi ai suoi istinti di tenerlo.

Inoltre, comparare i diritti di un embrione/feto con quelli della madre dipende fortemente dal fatto che l'embrione/feto possa essere considerata una persona capace di avere dei diritti. Per tutte le argomentazioni 'la vita inizia al concepimento', la definizione di inizio di una persona è molto più complicate e molte autorità - soprattutto non religiose - posizionano l'inizio oltre il limite per i normali aborti legali, a circa 25 settimane. Il giudaismo antico e il giudaismo non-ortodosso posizionano l'"inizio dei diritti del bambino" a 40 giorni, e posizionano l'"individuo umano" al momento del primo respiro. Le leggi degli antichi romani e greci non cedevano al feto diritti finché una persona esterna potesse sentirlo muovere (2-4 mesi). Gli antichi cristiani hanno bandito i tentativi di "evitare la gravidanza" dopo che Dio ha reso la gravidanza conosciuta alla città, affermando che prima di allora, era nelle mani di Dio e del marito della donna (ok, quindi non era completamente liberale). Anche nel 1500, l'aborto era considerato un dubbio, un infrazione, ma non un omicidio. È stato solo nel tardo 1800 e all'inizio del 20° secolo (coincidentalmente, l'era in cui le donne hanno iniziato a richiedere sempre più uguaglianza), che l'aggressivo oltrepassare della legge è iniziato. Inoltre, anche se il feto era considerato una persona, le donne erano ancora in grado di terminare le loro gravidanze, visto che nessun diritto umano consente ad umano di ottenere legalmente accesso alle risorse di un altro essere umano non consenziente nel farlo.

Sminuire la gravidanza come un "disagio temporaneo" che difficilmente affliggerà la vita sociale e carriera della donna, fallisce nel capire gli effetti massicci e che cambiano la vita portati dalla gravidanza e dalla genitorialità nella vita di una donna. La gravidanza è una seria condizione medica che può causare seri danni mentali e fisici, soprattutto quando non è desiderata. Qualcosa che può ferire o anche uccidere qualcuno non dovrebbe mai essere descritto "un disagio". L'argomentazione non riesce nemmeno a gestire la realtà della vita di tutti i giorni delle donne, e nega loro il diritto di mettersi nella migliore posizione per il loro successo personale. Che sia una attrice, un'astronauta, un cadetto dell'Accademia Militare, un politico vicino alle elezioni, una madre con due lavori e due figli che sta facendo colloqui di lavoro, una sedicenne con una borsa di studio per un'università prestigiosa, tutte queste vorrebbero ragionevolmente non perdere eventi principali della loro vita per avere un figlio che non vogliono.

Anche se occorrono due persone per fare un figlio, è sempre la donna quella con la responsabilità di tenerlo. Se questo si può prevenire prima che l'embrione/feto diventi una persona, allora questo è un risultato positivo.


Pillola abortiva[modifica]

Vedere anche Pillola abortiva.

La pillola abortiva (RU-486) consente l'aborto farmacologico entro i primi due mesi di gravidanza.

Voci correlate[modifica]

Note[modifica]

  1. How an abortion is carried out - NHS (terms specific to UK)
  2. Achewood
  3. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2982442/pdf/eugenrev00024-0009.pdf
  4. Come si può vedere da the website of prolifeacrossamerica.org
  5. Priests for Life/
  6. Atheist and Agnostic Pro-Life League
  7. Kathryn Reed: Feminist, Prolife and Atheist
  8. Atheist revolution: Some Atheists Oppose Abortion Too
  9. LifeSiteNews: Even a "Raving Atheist" Can Be Pro-Life - Interview
  10. Judy Ferris: "Why should atheist be pro-life"
  11. Libertarians for Life
  12. [1]
  13. [2]
  14. [3]
  15. Wikipedia: L' aborto è la terminazione di una gravidanza attraverso la rimozione od espulsione del feto o ell'embrione, che risulta nella (o è causata dalla) sua morte.
  16. Merriam Webster dictionary: Aborto - la terminazione di una gravidanza dopo, accompagnata da, risultante in, o vicinamente seguita dalla morte dell'embrione o del feto
  17. The Gale Encyclopedia of Science 1996, v 3, p 1327: ”Per le prime otto settimane che seguono dopo la fertilizzazione dell'uovo, l'essere umano in sviluppo è chiamato embrione.”
  18. Encyclopædia Britannica: "Embryo" - /.../ Negli umani il termine viene applicato al bambino non nato fino alla fine della settima settimana dopo il concepimento; dall'ottava settimana il bambino non nato viene chiamato feto.
  19. Encyclopædia Britannica 1998, v 26, p 664: ”A new individual is created when the elements of a potent sperm merge with those of a fertile ovum, or egg.” (Encyclopædia Britannica:pregnancy)
  20. Van Nostrand’s Scientific Encyclopedia 2002, v 1, p 1290: ”Embrione. L'individuo in sviluppo tra il momento dell'unione dei gameti e il completamento degli organi che caratterizzano il corpo quando diventa un organismo separato. [...] Al momento in cui la cellula si sperma del maschio umano incontra l'ovulo della femmina e una unione risulta nell'ovulo fertilizzato (zigote), una nuova vita è iniziata.”
  21. Collier’s Encyclopedia 1987, v 9, p 121: ”Il nuovo individuo è stabilito al momento della fertilizzazione, e lo sviluppo embrionale semplicemente prepara l'individuo per le vicissitudini della vita adulta, e lo sviluppo di futuri embrioni.”
  22. Keith L. Moore (un professore emerito nella divisione di anatomia (dipartimento di chirurgia), ex presidente di anatomia dal 1974 al 1984 e decano associato per scienze mediche di base): ”Questo ovulo fertilizzato, conosciuto come zigote, è una grande cellula diploide che è l'inizio, il primordium, di un essere umano” (1988. Essentials of Human Embryology. p. 2. B.C. Decker Co., Toronto.)
  23. William J. Larsen: ”… i gameti, che si uniranno con la fertilizzazione per iniziare lo sviluppo embrionale di un nuovo individuo.” (1993. Human Embryology. p. 1. Churchill-Livingston, New York.)
  24. When do human beings (normally) begin? "scientific" myths and scientific facts, Dianne N. Irving, M.A., Ph.D.
  25. Scott Gilbert, Devlopmental biology: "I metodi tradizionali di classificare gli animali sono in base alla loro struttura adulta. Ma, come J. T. Bonner (1965) fa notare, questo è un metodo molto artificioso, perché quello che noi consideriamo un individuo è solitamente solo una piccola fetta del suo ciclo di vita. Quando consideriamo un cane, ad esempio, solitamente lo pensiamo come un adulto. Ma il cane è un "cane" dal momento della fertilizzazione di una cellula uovo di cane da parte di una cellula di sperma di cane. Rimane un cane anche come senescente segugio morente. Quindi, il cane è effettivamente l'intero ciclo di vita dell'animale, dalla fertilizzazione alla morte. /... / La vita di un individuo inizia con la fuzione di materiale genetico di due gameti - lo sperma e l'ovulo. Questa fusione, chiamata fertilizzazione, stimola l'inizio dello sviluppo dell'ovulo."
  26. Psychology and Life (the standard college text book), Dr. Floyd L. Ruch: “Al momento del concepimento, due cellule viventi—lo sperma dal padre e l'ovulo dalla madre si uniscono per produrre un nuovo individuo.”
  27. Dr. Herbert Ratner “È una certezza indiscutibile il fatto che un essere umano inizia la sua esistenza precisamente nel momento in cui lo sperma si combina con l'ovulo.” (Citato su Wikipedia)
  28. Encyclopædia Britannica 1998, v 26, p 611: “Anche se gli organismi sono spesso pensati come adulti, e la riproduzione viene considerata la formazione di un nuovo adulto somigliante alla generazione precedente, un organismo vivente, in realtà, è un organismo lungo tutto il suo ciclo di vita, dall'ovulo fertilizzato all'adulto, non solo una parte di quel ciclo.”
  29. Van Nostrand’s Scientific Encyclopedia 2002, v 1, p 1291: ”Il periodo della gravidanza inizia con l'unione di sperma e ovulo. Al momento della fertilizzazione dell'ovulo, uno sviluppo embrionico semplicemente prepara questo individuo per le vicissitudini della vita adulta, e lo sviluppo di futuri embrioni”
  30. Encyclopædia Britannica: Life-cycle reproduction
  31. http://en.wikipedia.org/wiki/Pregnancy
  32. http://www.acog.org/About_ACOG/News_Room/News_Releases/2012/Personhood_Measures
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