Analisi:Amoris Laetitia

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Questa pagina analizza tutti o alcuni punti del documento originale Amoris Laetitia: esortazione apostolica postsinodale del Santo Padre.

Amoris Laetitia è il documento che Bergoglio ha composto in conclusione dei due anni di lavori sinodali. Per via della lunghezza del documento originale, si riportano solo le parti più rilevanti.

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Contraccezione[modifica]

42. «Anche il calo demografico, dovuto ad una mentalità antinatalista e promosso dalle politiche mondiali di salute riproduttiva, non solo determina una situazione in cui l’avvicendarsi delle generazioni non è più assicurato, ma rischia di condurre nel tempo a un impoverimento economico e a una perdita di speranza nell’avvenire. Lo sviluppo delle biotecnologie ha avuto anch’esso un forte impatto sulla natalità».[1] Possono aggiungersi altri fattori come «l’industrializzazione, la rivoluzione sessuale, il timore della sovrappopolazione, i problemi economici, […]. La società dei consumi può anche dissuadere le persone dall’avere figli anche solo per mantenere la loro libertà e il proprio stile di vita».[2] E’ vero che la retta coscienza degli sposi, quando sono stati molto generosi nella trasmissione della vita, può orientarli alla decisione di limitare il numero dei figli per motivi sufficientemente seri, ma sempre «per amore di questa dignità della coscienza la Chiesa rigetta con tutte le sue forze gli interventi coercitivi dello Stato a favore di contraccezione, sterilizzazione o addirittura aborto».[2] Tali misure sono inaccettabili anche in luoghi con alto tasso di natalità, ma è da rilevare che i politici le incoraggiano anche in alcuni paesi che soffrono il dramma di un tasso di natalità molto basso. Come hanno indicato i Vescovi della Corea, questo è «agire in un modo contraddittorio e venendo meno al proprio dovere».[3]

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Ggggender![modifica]

56. Un’altra sfida emerge da varie forme di un’ideologia, genericamente chiamata gender, che «nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna. Essa prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia. Questa ideologia induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina. L’identità umana viene consegnata ad un’opzione individualistica, anche mutevole nel tempo».[2]

"Ideologia gender" è un'espressione di origine cattolica, una versione caricaturale di disforia di genere e femminismo (a sua volta da non confondere con donnismo). Nesun vuole ovviamente imporre una società formata da persone unisex, si vuole abbattere gli stereotipi che intrappolano sia uomini e donne in un copione in cui non necessariamente possono riconoscersi, vale a dire quello delle donne carine femminili casalinghe comprensive e modeste vs uomini maschili severi e autorevoli. Il che non significa eliminare le differenze, che sono impresse dentro di noi e misurabili[wp]. "Imporre" dei comportamenti o uno stile unisex o di genere opposto a una persona cisgender sarebbe come farle soffrire una disforia di genere al contrario. Il fatto che uomini e donne siano statisticamente differenti in molti campi (comportamentali e non), non significa neppure però dovere imporre la narrativa del binario di genere a chi non ci si riconosce. Vedere anche Miracolo della vita per il solito "dovere intrinseco" di procreare in una famiglia™ con la F maiuscola.

"Individualistico" è poi un termine ricorrente usato in ambienti cattolici per denigrare la libertà e le scelte delle persone. Convivere senza sposarsi? Individualistico! Non credere in dio? Individualistico! Vestirsi come cavolo si vuole e tenersi i capelli della lunghezza che si vuole, o avere un carattere più tipicamente maschile o femminile? Individualistico!


E’ inquietante che alcune ideologie di questo tipo, che pretendono di rispondere a certe aspirazioni a volte comprensibili, cerchino di imporsi come un pensiero unico che determini anche l’educazione dei bambini.

"Pensiero unico" suona abbastanza fuori luogo, considerando l'ampissimo spazio mediatico che i movimenti religiosi ottengono all'interno dei media (*cough* papa perennemente al telegiornale), ore di religione/catechesi/messe più o meno imposte dai genitori. Soprattutto se comparato allo spazio che associazioni femministe e LGBT hanno invece negli stessi media.


Non si deve ignorare che «sesso biologico (sex) e ruolo sociale-culturale del sesso (gender), si possono distinguere, ma non separare».[2]

In alcune persone queste realtà sono molto separate, e questo le fa passare attraverso numerose difficoltà. Non è la prima volta che la chiesa ignora tutte le montagne di prove scientifiche a favore, in nome della propria "autorevolezza". Vedere anche Genere e sesso § Genere. La ben nota narrativa della riparazione (vale a dire, inculcare ulteriormente stereotipi appartenenti al sesso biologico sperando di "convertire" le persone transgender) non è supportata da studi scientifici, e come tale è condannata dalla comunità scientifica (ma promossa da gruppi religiosi)


D’altra parte, «la rivoluzione biotecnologica nel campo della procreazione umana ha introdotto la possibilità di manipolare l’atto generativo, rendendolo indipendente dalla relazione sessuale tra uomo e donna. In questo modo, la vita umana e la genitorialità sono divenute realtà componibili e scomponibili, soggette prevalentemente ai desideri di singoli o di coppie».[2] Una cosa è comprendere la fragilità umana o la complessità della vita, altra cosa è accettare ideologie che pretendono di dividere in due gli aspetti inseparabili della realtà. Non cadiamo nel peccato di pretendere di sostituirci al Creatore. Siamo creature, non siamo onnipotenti. Il creato ci precede e dev’essere ricevuto come dono. Al tempo stesso, siamo chiamati a custodire la nostra umanità, e ciò significa anzitutto accettarla e rispettarla come è stata creata.

Questa narrativa del "non mettere le mani nelle faccende del Signore" è tipicamente cattolica, quasi volta a proteggere qualcosa di magico/sovrannaturale/intrinseco. Vedere anche Miracolo della vita e Appello alla natura.


Donnismo[modifica]

173. Il sentimento di essere orfani che sperimentano oggi molti bambini e giovani è più profondo di quanto pensiamo. Oggi riconosciamo come pienamente legittimo, e anche auspicabile, che le donne vogliano studiare, lavorare, sviluppare le proprie capacità e avere obiettivi personali. Ma nello stesso tempo non possiamo ignorare la necessità che hanno i bambini della presenza materna, specialmente nei primi mesi di vita. La realtà è che «la donna sta davanti all’uomo come madre, soggetto della nuova vita umana che in essa è concepita e si sviluppa, e da essa nasce al mondo».[4] Il diminuire della presenza materna con le sue qualità femminili costituisce un rischio grave per la nostra terra. Apprezzo il femminismo quando non pretende l’uniformità né la negazione della maternità. Perché la grandezza della donna implica tutti i diritti che derivano dalla sua inalienabile dignità umana, ma anche dal suo genio femminile, indispensabile per la società. Le sue capacità specificamente femminili – in particolare la maternità – le conferiscono anche dei doveri, perché il suo essere donna comporta anche una missione peculiare su questa terra, che la società deve proteggere e preservare per il bene di tutti.[5]

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Omosessualità[modifica]

250. La Chiesa conforma il suo atteggiamento al Signore Gesù che in un amore senza confini si è offerto per ogni persona senza eccezioni.[6]

"Vi tolleriamo perché siamo magnanimi". Una bella introduzione da argomentazione dell'amico.


Con i Padri sinodali ho preso in considerazione la situazione delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, esperienza non facile né per i genitori né per i figli.

Ennesima ripetizione dell'espressione "tendenza omosessuale", come ad implicare che sia "una propensione ad un particolare tipo di peccato", ignorando il fatto che molte persone si sentono genuinamente attratte a persone del loro stesso sesso, e altre ad entrambe.

Notare poi la definizione di esperienza "non facile" per persone LGBT e relativi genitori. Abbastanza ironico, considerando che la Chiesa Cattolica e relative associazioni affiliate sono le principali promotrici di omofobia in Italia.


Perciò desideriamo anzitutto ribadire che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare «ogni marchio di ingiusta discriminazione»[7] e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza.

La discriminazione evidentemente non include la discriminazione dal matrimonio, né la denigrazione delle persone LGBT (oltre il dolce strato di paternalistica "tolleranza").


Nei riguardi delle famiglie si tratta invece di assicurare un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita.[7]

Ennesimo richiamo alle terapie riparative, all'omofobia interiorizzata e all'astinenza. Vedere anche Analisi:Catechismo Cattolico - Omosessualità.


251. Nel corso del dibattito sulla dignità e la missione della famiglia, i Padri sinodali hanno osservato che «circa i progetti di equiparazione al matrimonio delle unioni tra persone omosessuali, non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia»;

La chiesa può celebrare le sue cerimonie magiche con tutti i limiti più o meno arbitrari che desidera, ma è inaccettabile che usi la sua massa di pecore per fare ostruzionismo sul matrimonio civile, che non ha nulla a che fare con la religione o con il soprannaturale.


ed è inaccettabile «che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il “matrimonio” fra persone dello stesso sesso».[8]

Le chiese locali possono subire tutte le pressioni necessarie, libertà di espressione non significa libertà dalla critica, dalla derisione, dal non-ascolto o dal boicottaggio.

Gli aiuti internazionali sono stati condizionati in base alla non persecuzione delle persone LGBT, non in base alla presenza del matrimonio egualitario.


Traduzione del documento da parte di alcuni media[modifica]

Vedere anche Wishful thinking.
Il papa alla chiesa: accettiate maggiormente i cattolici divorziati, i gay e le lesbiche[9]


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Voci correlate[modifica]

Note[modifica]

  1. Relatio Synodi 2014, 10
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 Relatio finalis 2015
  3. Conferenza dei Vescovi cattolici della Corea, Towards a culture of life! (15 marzo 2007)
  4. Giovanni Paolo II, Catechesi (12 marzo 1980), 2: Insegnamenti III, 1 (1980), 542.
  5. Cfr Id. Lett. ap. Mulieris dignitatem (15 agosto 1988), 30-31: AAS 80 (1988), 1727-1729.
  6. Cfr Bolla Misericordiae Vultus, 12: AAS 107 (2015), 409.
  7. 7,0 7,1 Catechismo della Chiesa Cattolica, 2358; cfr Relatio finalis 2015, 76.
  8. Relatio finalis 2015, 76; cfr Congregazione per la Dottrina della Fede, Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali (3 giugno 2003), 4
  9. http://edition.cnn.com/2016/04/08/europe/vatican-pope-family/index.html