Analisi:L'omofobia, il gender, le leggi: colloquio con Mons. Bressan vescovo di Trento

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Mons. Bressan, nei prossimi mesi si tornerà a parlare di omofobia nelle aule del Consiglio provinciale e – già se ne vedono le avvisaglie – il dibattito sarà vivace. In premessa, può chiarire qual è la posizione del magistero ecclesiale rispetto a questo tema?[modifica]

Non è certo possibile in breve riassumere il vasto articolato pensiero della Chiesa sull’omosessualità in poche righe. Ne parlano la Bibbia, il Catechismo, i Papi, tre dettagliati documenti della Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede (1975; 1986-1999; 2003), vari vescovi, il recentissimo Strumento di Lavoro sul prossimo Sinodo dei Vescovi, autori cattolici. .. Il ridurre a poche frasi si espone a critiche. Non spetta alla Chiesa determinare le origini delle varie forme di omofilia o omosessualità, ma nella Bibbia legge che Dio “maschio e femmina li creò … per questo l’uomo lascerà suo padre e si unirà a sua moglie”: identità e complementarietà dunque. Pastoralmente si cerca di stare vicini a ogni persona nelle sue concrete condizioni di vita: ma sotto l’aspetto etico, non ogni atto è eguale, mentre la castità, virtù forte, è per tutti. Avere una tendenza non è peccato ed anche uno che la abbia omosessuale può diventare santo.



Ma la Diocesi di Trento come giudica queste iniziative legislative?[modifica]

Come Diocesi non abbiamo preso una posizione, poiché non sono stati consultati né il Consiglio Pastorale, né la Commissione diocesana per la famiglia. Parlerò dunque a titolo personale e dico che lascio ai politici decidere se affrontare un dibattito certamente complesso, anche perché con termini generici si uniscono sotto una sola parola: a) orientamento ossia tendenza, b) condotta (sia privata che pubblica), c) azioni, d) propaganda e magari altro. Lo stesso concetto di “discriminazione” è ,in campo del diritto internazionale, molto complesso: basta vedere le varie sentenze della Corte europea. E poi altre culture nobili hanno visioni diverse. Personalmente considero che il nostro Trentino abbia problemi ben più urgenti e che interessano quasi tutti i cittadini: situazione occupazionale; crisi economica aggravata da un’estate che è stata tale, con incidenze su tutto il turismo e l’agricoltura; il fluido delle politiche nazionali sull’autonomia; calo della produttività industriale e del settore edile, fragilità delle famiglie, rifugiati da accogliere, cultura della pace, ecc . La PAT finora si è distinta in Italia per conferire la qualifica di “Family audit”. Infine, sappiamo che vi è in progetto avanzato di legge nazionale; perché prevederne una provinciale che poi forse dovrà essere modificata? E’ competenza della nostra Provincia? Gli uni dicono “no”; gli altri “sì” perché riguarda la scuola, ma altri negano che si voglia influire sulla scuola: una bella confusione, direi. E poi non ci sono già le regole sulle “pari opportunità”? e perché allora crearne di specifiche per un caso?



Ci sono dei partiti, per quanto attiene il voto finale al provvedimento, orientati a richiamare la libertà di coscienza. Non capita spesso.[modifica]

Non so se ci siano dei partiti interi su questa linea. Qualche consigliere, anche della maggioranza, me ne ha parlato: non si sentono affatto a loro agio, nemmeno nelle versioni successive del progetto. Il diritto della libertà di coscienza è fondamentale e nessuno deve essere messo alla berlina per seguirla. Devo dire che in Oriente (e l’Asia rappresenta il 65% della popolazione mondiale)! si giudica che l’Occidente stia perdendo il senso delle proporzioni. Comunque, una grave lacuna nel progetto di legge è certamente l’assenza di una garanzia per la libertà di chi nella vita quotidiana, per motivi religiosi o filosofici, dissente dalle impostazioni proposte dalla legge. Al riguardo negli USA finora si è sempre stati attenti a garantire questa libertà; e sono contrari alla “ideologia del genere” (gender) non solo i cattolici, ma ancor più gli ortodossi e vari altri gruppi religiosi.



Consiglieri che si professano cattolici, oppure che tali vengono considerati dall’elettorato sono schierati sul fronte della proposta e in quello contrario.[modifica]

Capisco che la materia è complessa. Ho speso undici anni nel trattare di diritto internazionale e so che non tutti intendono un testo nel medesimo modo; vi è poi chi ha intenti buoni, ma diversi gli uni dagli altri. Il progetto non è comunque, nemmeno nella versione finale, un testo che unisce, ma divide … tanto che ho inteso che alcune associazioni pro-famiglia sarebbero decise a chiedere un referendum abrogativo, qualora passasse.



Si parla sempre più di lobby a pilotare le linee guida in materia sessuale. Ha la stessa impressione?[modifica]

Non posso negarlo e si vorrebbe amalgamare tutto in un calderone, senza vigore propositivo per la vita. Già nel 1986 scriveva il card. Ratzinger: “La Chiesa non può non preoccuparsi di tutto questo e pertanto mantiene ferma la sua chiara posizione al riguardo, che non può essere modificata sotto la pressione della legislazione civile o della moda del momento”.



Le sembra che la famiglia sia sufficientemente garantita per quanto attiene la capacità di crescita, formazione e di indirizzo dei propri componenti in questa delicata materia?[modifica]

Mi sembra che non si parli nemmeno della famiglia, ma tutto è rimesso alla scuola…e ad associazioni gay-lesbiche. E’ misconoscere il diritto primario dei genitori… ed esso è soprattutto importante nella educazione sessuale. Gli psicologi ci dicono che in età evolutiva si deve esser molto delicati per non disorientare e creare poi disagio per tutta la vita. Ho sentito nei colloqui genitori preoccupati per i figli e anche le norme internazionali riconoscono il diritto prioritario dei genitori.



Alcuni equivoci paiono evidenti in materia di diritti fondamentali di tutti i cittadini. Nella fattispecie, la condanna dell’omofobia è rappresentata quasi come un assoluto rispetto ad altri comportanti sessuali.[modifica]

In Olanda si è creato perfino un partito che sosteneva come finalità prima la pedofilia; fortunatamente ha avuto pochi elettori, ma democraticamente era stato ammesso. Questo ci dice quanto le “lobby” possano influire. La tendenza (orientamento) è un’istanza interiore; ma quando si manifesta, vanno tenuti in conto anche i diritti degli altri.



Dissenso ed obiezione di coscienza paiono messi al bando.[modifica]

Lo dicevo già sopra, ed è grave…. E non soltanto ne possono essere colpiti i gruppi religiosi, le omelie e la catechesi, la formazione scout… ma anche le associazioni pro-famiglia, le organizzazioni di volontariato, le istituzioni ospedaliere (ad es. si divideranno ancora sezione maschile e sezione femminile?), anagrafe comunale (il genere deciso alla nascita o a scelta?), ecc.



Secondo Lei quali sono i maggiori aspetti di criticità di queste tre proposte legislative?[modifica]

La maggiore criticità è che la Provincia Autonoma di Trento appare abbracciare la “ideologia del genere”, cioè il diritto di scegliersi a quale genere appartenere… (ne hanno contati fino a 103 tipi diversi, mentre non è mai stato individuato nessun gene oggettivo dell’omosessualità, ma vi sono quelli oggettivi della differenziazione sessuale). Inoltre la PAT con il testo proposto si affiderebbe alle associazioni gay-lesbiche . Ora essa dovrebbe restare sopra le, e fuori delle, associazioni di qualsiasi tipo, pur dialogando con tutte loro. Infine (ma solo per limitarmi a tre aspetti) in più passaggi si parla d indottrinare i ragazzi nella scuola (con frasi diverse, ma concordanti).



Permetta una domanda maliziosa: qualcuno dei politici ha chiesto un confronto con gli organismi diocesani che si occupano di famiglia, sessualità, di gender? Eppure il tema dell’omosessualità è stato al centro anche degli incontri del clero d’inizio anno…[modifica]

Dove è la malizia? Beh, nelle settimane di formazione permanente del clero abbiamo ampiamente trattato dell’omosessualità, sia nel gennaio scorso che cinque anni fa, con due équipes diverse, ma sempre sotto l’aspetto psicologico e pastorale. Il Forum trentino delle Associazioni famigliari – ma non un organismo diocesano – ha avuto un’audizione con la Commissione provinciale che esaminava il progetto di legge. Non ho dato nessuna “imbeccata” (sono autonomi, adulti e responsabili), né ho indagato sul risultato. Non mi consta che vi siano stati incontri di lavoro tra la commissione diocesana e qualche politico.



Cosa pensa infine della proposta di legge Scalfarotto all’esame del Parlamento nazionale?[modifica]

So che ci sono dibattiti in corso e che alcuni aspetti più scabrosi sono stati tolti, ma non ho letto il progetto. Mi giungono email da associazioni di famiglie che chiedono di opporsi alla legge, ma non è competenza di Trento. Di più non so.



Che cosa è auspicabile possa emergere dal dibattito in Consiglio provinciale?[modifica]

Sono donne e uomini maturi e io prego perché lo Spirito Santo le/li illumini nel determinare il vero bene comune della nostra gente, nell’esaminare o rigettare o modificare il progetto, con quel “buon senso” che caratterizza (come ci diceva un anziano vescovo trentino in America Latina) i trentini e con quell’attenzione alla famiglia che resta, lo si voglia o meno, la base della società e del suo futuro.



Voci correlate[modifica]