Analisi:La Manif Pour Tous - FAQ

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Documento originale Commento di Wikisessualità

Cos'è l'ideologia del "gender"?[modifica]

Per “teorie di genere” (“Gender Theory”) si intende un complesso di studi ed opere saggistiche prodotte soprattutto nel mondo anglosassone, a partire dagli anni ’60, in diversi ambiti accademici (psicologia, filosofia, sociologia, linguistica..). Queste teorie nascono nell’ambito dei movimenti ideologici femministi per contestare il sistema tradizionale di considerazione sociale della donna, a tratti decisamente discriminatorio. Col tempo però le teorie di genere, che intanto vengono fatte proprie dai movimenti gay, arrivano ad immaginare la società ideale come quella in cui l’eguaglianza tra le persone può essere attuata solamente riconoscendo nel “sesso” una mera convenzione sociale, costruita attraverso l’imposizione di regole e norme esterne, che obbliga le persone a vivere “da maschio” o “da femmina”, come se questi modi di essere avessero un reale fondamento naturale – fondamento che le teorie di genere negano.

Non si afferma che il sesso sia una convenzione sociale. Si afferma che alcuni comportamenti, modi di essere e di presentarsi esteriormente, stereotipi, e aspettative sociali sono influenzati dalla società, e che una persona che non si ritrova (in maniera più o meno forte) in questi deve essere libera di assumere comportamenti o stili più adatti a lei, senza dover per forza indossare la maschera del maschio duro, arrogante e assertivo o della brava casalinga femminile e ubbidiente.

Il fatto che poi siano influenzate dalla biologia e dalla genetica (es. gli effetti degli ormoni maschili sull'aggressività e sull'interesse sessuale) non deve dettare come ogni persona è e deve essere. Similmente, un bravo corridore con questa forte passione non smetterà di correre perché un test genetico gli dice che lui non dovrebbe essere un buon corridore.

Vedere anche Genere e Disforia di genere.


L’identità sessuale, fondata sulla realtà biologica psicofisica, è sostituita dall’identità di “genere”, concetto aperto che abbandona il dualismo eterosessuale in favore della più vasta ed arbitraria gamma di auto-rappresentazione di sé (cinque i generi principali: maschile, femminile, omosessuale, transessuale, ermafrodita, ma il governo australiano ne ha riconosciuti ufficialmente 23, mentre l’edizione americana di Facebook permette di scegliere il proprio genere tra 56 diverse opzioni);

Definire questi cinque come "generi" è come definire "colori" il bianco, il nero, il gusto salato, il riverniciato, e lo sbiadito. Vedere le differenza tra omosessualità, transgenderismo, intersessualità, tutte le quali possono essere intersecate indipendentemente dalle altre in combinazioni differenti.

Riguardo il governo australiano e Facebook, vedere Ma ci sono troppi generi su Facebook.


il genere è un dato mutevole, fluido, influenzato, questo sì, dal contesto ambientale e ancor più dal desiderio sentimentale individuale o dall’emotività passeggera. Nonostante le teorie di genere siano smentite dalla mole di evidenze scientifiche che ci raccontano l’assoluta naturalità di un sistema incardinato sulla complementarietà dei sessi maschile e femminile, fortemente caratterizzati ancor prima della nascita anche quanto al loro svolgersi psico-attitudinale,

L'identità di genere, la non-binarietà di questa, la presenza della disforia di genere sono ampiamente documentate e studiate in ambito scientifico[wp][1][2][3].


esse vengono oggi brandite in ambito politico nelle battaglie per i “diritti” e per l’”uguaglianza”: si tratta dunque di una vera e propria nuova ideologia. L’aspetto più grave è che quest’ideologia politica viene oggi propagandata con ogni mezzo mediatico, perché le lobby che la sostengono riescono a far passare il messaggio per cui solo questa impostazione culturale ed antropologica può garantire il rispetto reciproco ed evitare situazioni di discriminazione e violenza: l’ONU e l’UE hanno preso posizioni politiche importanti in favore di quest’opera propagandistica nelle scuole tra le giovani generazioni. Noi crediamo che l’unica vera ingiustizia sia spacciare per vera e indispensabile un’ideologia che nega la realtà antropologica più evidente di tutte: che si nasce maschi e femmine, e che la complementarietà delle doti naturali dei due sessi è una ricchezza straordinaria per l’umanità intera, passaggio obbligato di ogni speranza di progresso. Educare i giovani all’idea di una “identità di genere” nebulosa e indefinita crea una pericolosa instabilità psicologica, che mette in un conflitto assurdo la sessualità corporea e quella psichica naturalmente conseguente.

Quando si parla di diritti e uguaglianza ci si riferisce al contrasto all'omofobia, transfobia, misoginia e sessismo, e all'introduzione del matrimonio egualitario, del resto presente ora nella maggioranza[wp] del mondo civilizzato (e dove non c'è il matrimonio, spesso ci sono almeno le unioni civili). Lasciare le persone libere di esprimere la propria personalità e gusti personali, anche se diversi da quelli della media, non significa "costringere i bambini ad andare a scuola col rossetto".[4] Vedere anche Ideologia gender.

Si può presupporre che vi sia un complotto globale[rw] da parte di lobby, governi, personi comuni e media, oppure chiedersi se le proprie posizioni archaiche e perfettamente controbattibili hanno ancora senso di esistere in un paese occidentale non governato dalla disinformazione e dai dettami sovrannaturali.

Il conflitto tra corpo e mente esiste poi già, ma non nel senso che informare le persone sul fatto che alcune persone possono non riconoscersi nei binari di genere e stare male rispetto alla mascolinità (o femminilità) del proprio corpo possa portarle ad avere anch'essi questi "dubbi o confusioni". Il consenso scientifico[wp] (nel senso che alla prova dei fatti, si dimostra efficace a differenza di altri), è quello di transizionare.


Cos'è il "DDL Scalfarotto", cosiddetto "anti-omofobia"?[modifica]

Il disegno di legge “Scalfarotto” introduce nell’ordinamento italiano i moventi di “omofobia” e “transfobia” come aggravanti di un eventuale atto discriminatorio nei confronti di una persona. Ad oggi simili aggravanti, oltre che per generici “motivi abietti”, esistono solo per i casi in cui la discriminazione sia fondata sulla razza, la religione, l’etnia o la nazionalità della vittima (per scoraggiare quelle violenze che storicamente hanno condotto ai più gravi conflitti interni alla società). Quest’iniziativa presenta due gravi problemi: a) l’equiparazione dell’orientamento omosessuale ai sopracitati dati socio-identitari, che la legge tutela in via specialmente a motivo di una precisa esperienza storica di conflittualità, con cui l’accettazione sociale dell’omosessualità non c’entra nulla;

Il fatto che differenze di razza/religione/etnia/nazionalità abbiano portato a guerre o di orientamento sessuale no non è motivo di esclusione dell'omosessualità e transgenderismo da categorie particolarmente a rischio di crimini d'odio[wp], soprattutto in questo periodo storico dove alcune[wp] questioni[wp] riguardo razza e religione sono già state ampiamente (ma lungi dall'esserlo completamente) risolte, ma altre riguardo a temi LGBT non lo sono. Criticare l'appartenenza religiosa o la razza di una persona è oggi (giustamente) un tabù, ma sull'omosessualità e il transgenderismo è del tutto lecito.


b) l’assenza di una definizione chiara e condivisa di cosa concretizzi un atto di “omofobia” o di “transfobia”. Questa terminologia mediatica è usata oggi per ricomprendere pressoché ogni sorta di atteggiamento, psicologico oltre che materiale, che si mostri in qualche misura reticente a considerare l’orientamento omosessuale come una condizione in sé positiva e costitutiva di per sé di un valore sociale. Da ciò discende il rischio di criminalizzare anche ogni libera opinione che riguardi l’identità della famiglia o i requisiti naturali del matrimonio, così come l’opportunità di permettere a una coppia omosessuale di adottare minori o accedere alla procreazione artificiale.

Lo stesso si può affermare su razza e religione. Cos'è un crimine d'odio? Picchiare una persona con calci e pugni dopo averle urlato "frocio!" o "negro!"? Andare in giro a fare convegni sulla necessità di mantenere la Razza pura? Essere personalmente disgustati da un matrimonio tra un nero e una bianca? Disegnare una vignetta politicamente scorretta? Dove tracciamo il confine?


Su questi temi di attualità già oggi si sta consolidando un pensiero unico, dominato dal “politicamente corretto”, che mette alla gogna ogni opinione dissenziente, accusandola di propagandare odio e discriminazione (si pensi al caso “Barilla”). Se il disegno di legge “Scalfarotto” fosse approvato, questo clima ideologico ne uscirebbe inevitabilmente rafforzato, ed anzi addirittura incoraggiato, e avremmo un vero e proprio reato d’opinione. In realtà, già oggi il nostro ordinamento, dalla Costituzione fino al Codice Penale, dispone di una ricca gamma di strumenti per affermare la dignità intangibile di ogni persona umana e per difenderne e tutelarne l’integrità fisica e morale.

La "gogna mediatica" arriva quando la società cambia. Quanto anacronistico e fuori di testa sarebbe se una figura di rilievo se ne uscisse[5] con affermazioni palesemente razziste?

Libertà di espressione non significa libertà dall'essere criticati per le proprie affermazioni.


Cos'è l'omofobia?[modifica]

Il termine omofobia è un neologismo inizialmente utilizzato in ambito giornalistico per indicare i casi di violenza nei confronti di persone omosessuali. Il significato di questo termine è stato ampliato, fino ad includere come espressione di omofobia anche tutte le forme di pensiero, critica, obiezione o dissenso rispetto alle rivendicazioni delle associazioni LGBT. Ciò fa di questo termine un vero e proprio strumento di repressione nei confronti di chi sostiene un’antropologia differente da quella della teoria Gender, e nei confronti di chi non accetta l’imposizione mediatica, educativa e legislativa di questa ideologia.

Omofobia include tutte le affermazioni infondate spesso ripetute a ruota libera per delegittimare le persone LGBT. E di nuovo, libertà di espressione non significa esenzione dalla critica, dalla ridicolizzazione per le proprie posizioni, o dall'essere ignorati.


Siete contro gli omosessuali?[modifica]

No, non siamo contro le persone con orientamento omosessuali. Rifiutiamo nel modo più assoluto qualsiasi violazione della dignità propria di ogni essere umano, a prescindere da ogni altra specificazione. La nostra battaglia non è contro nessuno; è bensì un impegno a favore ed in difesa di valori antropologici imprescindibili che appartengono a tutta la società: la famiglia, costituita da un uomo e una donna, i diritti dell’infanzia e la libertà di espressione.

Stesso copione del già noto "Io non sono razzista ma". Vedere anche Argomentazione dell'amico e Catechismo Cattolico - Omosessualità per altri esempi di falso buonismo.


Cosa succederebbe se venisse approvata la legge Scalfarotto?[modifica]

Con la Legge Scalfarotto niente più libertà di opinione in materia di famiglia, educazione, diversità: il pensiero unico imposto dalla legge è quello dell’ideologia gender. Il reato di omofobia punirebbe infatti ogni forma di dissenso da suddetta ideologia, imponendola di fatto come pensiero unico imperante in tutti gli ambiti della vita sociale, pubblica e privata. Il passo successivo sarà la demolizione dei vincoli che definiscono matrimonio e adozione, e il Ddl Scalfarotto in questo senso si muove preventivamente, sbaragliando ogni dissenso con il reato d’opinione: sarebbe punito penalmente chi dovesse sostenere la non equiparabilità di situazioni oggettivamente e costitutivamente diverse; sarebbe reato persino affermare quanto sancito dalla stessa Corte Costituzionale (sentenza 138 del 2010): «le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio». Diventerebbe reato sostenere una realtà di fatto, ovvero che la famiglia costituita da un uomo e una donna è un bene insostituibile per la crescita delle persone e per la società intera. Esprimersi a favore della famiglia edifendere il diritto di educare i propri figli secondo i propri valori saràreato: sarà omofobia.

Il disegno di legge cita espressamente:[6]

Ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente ovvero anche se assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei princìpi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni.

Gli unici altri cambiamenti sono l'aggiunta dei termini "omofobia" e "transfobia" in seguito ad altre espressioni nell'ordinamento riferenti a "razza" e "religione", e la raccolta di statistiche riguardanti anche questi fenomeni da parte dell'Istituto nazionale di statistica.

Il documento è estremamente corto[6] quindi lo si può velocemente consultare senza problemi.


Cosa sono le "lobby LGBT"?[modifica]

Le lobby LGBT (lesbian-gay-bisexual-transexual) sono associazioni, circoli e gruppi di pressione impegnati nel promuovere le rivendicazioni proprie delle teorie di genere applicate alla “cultura gay”. La più importante è l’Associazione Internazionale Lesbiche e Gay (ILGA), una struttura mondiale che riunisce al suo interno numerose altre associazioni su tutti i continenti, il cui ramo europeo è ILGA Europa. Gli obiettivi di tali organizzazioni sono molto lontani dai reali bisogni degli omosessuali, perseguendo invece finalità politiche ed economiche, basate su logiche di potere radicate nell’ideologia gay. Tali organizzazioni sono finanziate da privati, ma anche da organismi pubblici (tra cui l’UE), ricevendo il sostegno di politici che pensano di vedere in esse l’espressione di una maggioranza; in realtà rappresentano un’élite che cerca di influenzare a suo favore le scelte dei governi e dei parlamenti.

Con un linguaggio meno massonico-giudaico-complottista si possono semplicemente chiamare associazioni LGBT (così come nel linguaggio comune non si tende a definire La Manif Pour Tous una "lobby cattoconservatrice").

Queste associazioni sono importanti per le persone LGBT, e sono composte da persone LGBT come le altre (non ricchi magnati gay omosessualisti), e lottano per i diritti LGBT, contro omofobia e transfobia, e in aiuto a persone LGBT che vivono in ambienti e famiglie repressive, o che non riescono ad accettarsi, o che si sentono sole o depresse.

Vengono finanziate da privati sia per supporto a una causa condivisa, sia da persone LGBT stesse, e dal pubblico come questione di interesse sociale.


L'omogenitorialità influenza la crescita del bambino?[modifica]

L’ambiente di cura dei primi anni di vita ha grandissima influenza sullo sviluppo del bambino. La presenza di una coppia genitoriale uomo-donna è fondamentale per lo sviluppo dell’identità: affinché il bambino possasviluppare una chiara idea di sé, un’identità solida e matura, ha bisogno di potersi identificare nel genitore dello stesso sesso e differenziare dal genitore del sesso opposto. Ha bisogno di scoprire attraverso di loro, che sono il suo riferimento primario, il mondo del maschile e il mondo del femminile, in termini di sentimenti, di funzionamento, di atteggiamenti e di ruoli. Se questo processo non può avvenire quotidianamente, perché la coppia genitoriale non costituisce l’immagine della complementarietà maschile e femminile, il bambino avrà difficoltà a sviluppare una chiara idea di chi egli sia, come maschio o come femmina, e ad interiorizzarla nel profondo. La sua identità può rimanere allora frammentata, confusa, fragile, a grave danno di tutta la persona.

Tutte queste affermazioni sono ampiamente infondate e smentite dalla comunità scientifica[wp]. I bambini cresciuti da coppie dello stesso sesso non mostrano problemi o difficoltà di crescita diversi da quelli delle coppie etero, e non sono gay con più frequenza di quelli cresciute da coppie etero.[7][8][9]. Vedere anche Omofobia § Ma un bambino ha bisogno di una mamma e un papà.

Ricerche e meta-analisi, sottoposte a peer-review[wp], con gruppi di controllo, e verificate rispetto alla significatività statistica[wp] sono tendenzialmente più affidabili di istinti di pancia e "insegnamenti religiosi".



Chi lo dice che la famiglia dev'essere composta da un uomo e da una donna?[modifica]

Lo dice la nostra natura: l’essere umano tramanda la vita grazie all’unione di un uomo e di una donna all’interno di un legame stabile, creando così una famiglia. L’uomo e la donna sono complementari l’uno all’altra, non solo per le loro caratteristiche anatomiche, ma anche per quelle funzionali ed umorali ed è per questo che solo dalla loro unione può nascere una realtà nuova, caratterizzaignorata dall’unicità: la famiglia. La reciprocità uomo-donna vissuta nell’amore e nella donazione totale di sé all’altro è il fondamento della famiglia, ed è il cammino di una piena e profonda umanizzazione della cultura e della società.

Questa argomentazione oltre ad essere un arrampicarsi sugli specchi con un appello alla natura, ignora la presenza di coppie eterosessuali sterili e di anziani.


Perché è così importante proteggere e promuovere la famiglia?[modifica]

La famiglia come realtà fondata sulla stabile comunione di sentimento e di intenti tra un uomo ed una donna è l’unica forma di unione che permette la pienezza della relazione di chi la compone, la stabilità di vita, che nasce dalla consapevolezza dell’identità del proprio essere uomo o donna. La famiglia contribuisce alla crescita dell’ampia comunità nella quale cresce, vive ed educa i propri figli nel rispetto, nella responsabilità, nell’onestà, nella libertà e nell’autenticità. Questi importanti compiti fanno della famiglia un’istituzione sociale fondamentale: al suo interno le nuove generazioni vengono accolte e ricevono le risorse necessarie per diventare adulte e affrontare il mondo. Per questo la famiglia è cellula della società; è un bene che non ha uguali, va protetta ed è da promuovere.

Curiosamente queste associazioni "pro-famiglia" non si battono mai contro i genitori single, il problema lo vedono solo quando questo genitore ha un compagno/a dello stesso sesso che vive con lui/lei e con cui c'è un rapporto affettivo. Vedere anche il paragrafo precedente sull'omogenitorialità.

Le leggi a tutela delle coppie omogenitoriali proteggono prima di tutto il bambino, che esiste a prescindere da come un cattolico possa vedere la cosa di buon occhio o meno.



Se io e una persona del mio stesso sesso ci amiamo, perché non ci viene dato il diritto di adottare un figlio?[modifica]

Perché per crescere un figlio non basta l’amore. Lo dicono gli studi clinici e le ricerche, ma anche l’esperienza: l’amore è la sorgente, ma da solo non basta. In particolare, una coppia dello stesso sesso, anche se legata da forti sentimenti e dotata di adeguate risorse morali e materiali, non può offrire ad un bambino ciò di cui egli ha bisogno per maturare la sua identità, che è invece un processo di assoluta importanza per il benessere di tutta la persona. Non potendo offrire l’immagine vissuta della complementarietà dei sessi e dei ruoli, resterebbe un profondo vuoto nell’identità del piccolo, una fragilità che si ripercuote su tutta la persona.

Il consenso scientifico dimostra esattamente l'opposto, ovvero che un bambino cresciuto in una coppia formata da genitori dello stesso sesso non avrà problemi statisticamente diversi da quelli cresciuti da una coppia eterosessuale (e nemmeno maggiore probabilità di avere un orientamento sessuale verso persone dello stesso sesso). Se poi si fatica a credere che un bambino cresciuto senza il dogma della "brava casalinga femminile" e del "padre severo e assertivo" ma invece con un padre che si mette a lavare i piatti, vedere Mascolinità tossica.


Le differenze tra maschi e femmine sono innate o indotte dalla cultura?[modifica]

La differenza tra maschi e femmine è innata. Esiste in tutte le persone sin dal concepimento a livello genetico, nella caratterizzazione di ogni singola cellula con i geni XX per le femmine e XY per i maschi. Questa fondamentale differenza si esprime poi nelle peculiari caratteristiche fisiche, ormonali e psicologiche proprie del maschio e della femmina. Le differenze biologiche,psicologiche e relazionali tra il maschio e la femmina esistono a prescindere da qualsiasi influenza sociale o ambientale, come dimostrato. Tuttavia è attraverso di esse che assumono una loro particolare espressione all’interno della personalità del soggetto: l’educazione, le interazioni sociali,l’influenza della cultura e della società hanno un ruolo fondamentale nel riconoscimento, nello sviluppo e nella valorizzazione della bellezza, della differenza e della specificità del maschile e del femminile.

Premessa: il ruolo del cromosoma Y nella mascolinità è quello di codificare una proteina, SRY[wp], che segnala[wp] poi alle gonadi (inizialmente non differenziate) di trasformarsi in gonadi maschili durante lo sviluppo embrionale.[10][11][12] Le gonadi poi producono ormoni differenti che influenzano le caratteristiche sessuali vere e proprie dell'individuo, e anche alcune peculiarità delle strutture cerebrali che portano poi a visioni più o meno maschili/femminili delle cose. Anche i maschi hanno naturalmente alcuni livelli di estrogeni, e anche le femmine hanno alcuni livelli di testosterone (sia pure a livelli differenti tra un sesso e l'altro). Mentre i cromosomi sono spesso (ma non sempre) su un binario XX/XY, i livelli di ormoni prenatali (e gli effetti più o meno accentuati) non lo sono e possono assumere dei valori su un continuum di possibilità. Vedere anche Prenatal hormones and sexual orientation[wp] su Wikipedia.

Non si discute sul fatto che uomini e donne tendono ad avere peculiarità differenti (sia di innate, come il diverso interesse sessuale, sia stereotipiche).

Ad esempio, anche le scimmie (che non sono ovviamente state influenzate dalla nostra società) tendono a preferire giocattoli (umani) maschili o femminili a seconda del loro sesso[13][14], ma non è necessario gridare Ideologia gender!!1! quando queste "non rispettano™ la statistica".



Voci correlate[modifica]

Note[modifica]

  1. Wallien, Madeleine; Kenneth J. Zucker; Thomas D. Steensma; Peggy T. Cohen-Kettenis (August 2008). "2D:4D finger-length ratios in children and adults with gender identity disorder". Hormones and Behavior 54 (3): 450–454. doi:10.1016/j.yhbeh.2008.05.002. PMID 18585715. 
  2. Gooren, Louis (November 2006). "The biology of human psychosexual differentiation". Hormones and Behavior 50 (4): 589–601. doi:10.1016/j.yhbeh.2006.06.011. PMID 16870186. 
  3. Meyer-Bahlburg, Heino (28 August 2005). "gender identity outcome in female-raised 46,XY persons with penile agenesis, cloacal exstrophy of the bladder, or penile albation". Archives of Sexual Behavior 34 (4): 423–438. doi:10.1007/s10508-005-4342-9. 
  4. http://www.famigliacristiana.it/articolo/mio-figlio-costretto-ad-andare-a-scuola-con-rossetto-e-specchio.aspx
  5. http://www.corriere.it/sport/14_luglio_25/gaffe-tavecchio-stranieri-mangiano-banane-poi-subito-a-e498ffd6-1434-11e4-9950-e546b7448c47.shtml
  6. 6,0 6,1 http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00716085.pdf
  7. "Marriage of Same-Sex Couples – 2006 Position Statement Canadian Psychological Association". 2006. Archived from the original on 2009-04-19. https://web.archive.org/web/20090419195945/http://www.cpa.ca/cpasite/userfiles/Documents/Marriage%20of%20Same-Sex%20Couples%20Position%20Statement%20-%20October%202006%20%281%29.pdf. 
  8. "Elizabeth Short, Damien W. Riggs, Amaryll Perlesz, Rhonda Brown, Graeme Kane: Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender (LGBT) Parented Families – A Literature Review prepared for The Australian Psychological Society" (PDF). http://www.psychology.org.au/Assets/Files/LGBT-Families-Lit-Review.pdf. Retrieved 2010-11-05. 
  9. Brief of the American Psychological Association, Kentucky Psychological Association, Ohio Psychological Association, American Psychiatric Association, American Academy of Pediatrics, AmericanAssociation for Marriage and Family Therapy, Michigan Association for Marriage and Family Therapy, National Association of Social Workers, National Association of Social Workers Tennessee Chapter, National Association of Social Workers Michigan Chapter, National Association of Social Workers Kentucky Chapter, National Associationof Social Workers Ohio Chapter, American Psychoanalytic Association, American Academy of Family Physicians, and American Medical Association asAmici Curiaein Support of Petitioners
  10. Berta P, Hawkins JR, Sinclair AH, Taylor A, Griffiths BL, Goodfellow PN, Fellous M (November 1990). "Genetic evidence equating SRY and the testis-determining factor". Nature 348 (6300): 448–50. Bibcode 1990Natur.348..448B. doi:10.1038/348448A0. PMID 2247149. 
  11. Wallis MC, Waters PD, Graves JA (June 2008). "Sex determination in mammals - Before and after the evolution of SRY". Cell. Mol. Life Sci. 65 (20): 3182–95. doi:10.1007/s00018-008-8109-z. PMID 18581056. 
  12. Mittwoch U (October 1988). "The race to be male". New Scientist 120 (1635): 38–42. 
  13. Male monkeys prefer boys’ toys
  14. Chimp "Girls" Play With "Dolls" Too—First Wild Evidence, National Geographic