Donnismo

Da Wikisessualità.

Il donnismo è un modo di pensare molto tipico e presente in Italia, e che nell'immaginario di molte persone è quello che "stare dalla parte delle donne" significa. L'8 marzo si celebra sia il donnismo che il femminismo.

Punti condivisi con il femminismo

  • Essere contrari alla violenza sulle donne.
  • Ritenere che uomini e donne debbano avere uguali diritti.

Punti tipici del donnismo

Per una lista di punti riguardanti invece il femminismo, vedere invece Femminismo.
Poco di buono.
  • Regolazione della vita sessuale delle donne e appiattimento agli standard di genere:
    • Celebrazione della Donna con la D maiuscola, quella che è madre e moglie, e che dovrebbe essere l'aspirazione ultima di tutte le donne. La donna è per bene, incubatrice, premurosa donna che pensa alle faccende di casa e manda avanti la famiglia.
    • Donna è uno status, un brand, un'icona, un ideale stampato sulle copertine delle riviste di cucina, di giardinaggio, di gossip o di motori. Femminista non vende come brand.
    • Omologazione al binario di genere. L'uomo con i suoi interessi, i suoi stereotipi, il suo stile, e donna con i suoi interessi, i suoi stereotipi, i suoi stili. Sono diversi e complementari l'uno dall'altro.
    • Celebrazione della purezza della donna. La donna non deve essere come l'uomo medio, con dei desideri sessuali e una vita sessuale come caspita preferisce. Perché se lo è, allora è una sgualdrina e va denigrata come tale. Il rispetto delle persone è condizionale al modo di vestirsi e alla propria vita sessuale.
  • Fare scelte per le donne o a nome di tutte le donne, ignorando le scelte individuali:
    • No all'aborto, le scelte individuali della donna contano poco. La donna se ne pentirà sicuramente.
    • No alla maternità surrogata, perché una donna non vorrà sicuramente offrirsi per portare a termine la gravidanza, e vorrà sicuramente crescere il bambino.
    • No alla pornografia, le scelte individuali della donna se parteciparvi o no contano poco. Sarebbe sicuramente oggettificazione, e si sentirà sicuramente offesa nella sua dignità. E se non lo è, lo siamo noi per lei.
    • No alla prostituzione, le scelte individuali della donna se parteciparvi o no contano poco. Sarebbe sicuramente sfruttamento contro la sua vera volontà. Una prostituta è una "poco di buono". Del resto, il mestiere non va nemmeno regolamentato e sottoposto a tassazione e contributi previdenziali.
  • Evitare la parola "femminismo", che rischia di creare conflitti. Limitarsi alle cose ben accettate, come il moralismo/"dignità" e la lotta contro la violenza.
  • Zero accento sulle donne che non si standardizzano alle aspettative di genere. Che si vestano in modi più maschili di quanto dovrebbero (butch) o più femminili di quanto dovrebbero (MtF).
  • Considerazioni delle "povere donne" come vittime da difendere attraverso la forza maschile. "Se uno mi avesse toccato la mia donna, gli avrei tirato un pugno". O "difendiamo le nostre donne da quei barbari." Paternalismo.

Seguaci

I donnisti sono sia uomini che donne.

Su un estremo della sfacciataggine, politici in passerella mediatica a celebrare l'8 marzo o i diritti delle donne, o preti, vescovi e papi che celebrano la sacralità dell'utero e della donna, e che credono di parlare a nome loro.

Sulla parte più mainstream ci sono:

I casi più spettacolari di donnismo si concentrano l'8 marzo, con i tipici post su Facebook del tipo:

Tanti auguri alle Donne con la D maiuscola, quelle che passeranno questa giornata in compagnia di un buon libro o di un amorevole ragazzo anziché andare a spogliarellisti.
Donne: fate in modo che il vostro 8 marzo sia "dignitoso" e non "zoccoloso"

Risorse esterne

Voci correlate