Femminismo radicale

Da Wikisessualità.
Sono una femminista radicale, e non il tipo divertente.
Andrea Dworkin[rw]
Vedere anche Veterofemminismo.

Il femminismo radicale è un ramo del femminismo che si distingue per lo studio della società patriarcale come un obiettivo fine a se stesso invece che come aspetto secondario di un più grande sistema intersezionale. Contrariamente a quello che il nome può suggerire, non è generalmente qualcosa di pazzo o femminismo di odio.

Il termine viene anche usato come snarl word per qualunque femminista o idea femminista che minaccia il senso di cosa una persona crede le donne debbano essere e debbano fare, spesso idee che non sono affatto radicali.

In molti (ma non tutti) i casi, le persone che si definiscono femministe radicali tendono a promuovere posizioni autoritarie tipiche del veterofemminismo.

Femminismo radicale, il ramo[modifica]

Uno specifico ramo di femminismo, il femminismo radicale, nota che una società sotto regole patriarcali è necessariamente oppressiva verso le donne[1] e che il genere è un costrutto completamente sociale creato per il beneficio della società patriarcale.[2] Per le femministe radicali, la vera uguaglianza tra i sessi si può ottenere solo abbattendo questi costrutti sociali di genere assieme al resto della struttura di potere che mantiene le ineguaglianze — es., la società come la conosciamo. Le femministe radicali affermano che abbattere il genere sia centrale nel rovesciare la struttura di potere. In contrasto, il femminismo liberale generalmente afferma che porre fine alle ineguaglianze sociali e ad altre norme esclusive svolgerà lo stesso compito gradualmente, e il predecessore ideologico più immediato del femminismo, il femminismo marxista[rw] afferma che il rovesciamento delle strutture di classe[rw] sia centrale.

Anche se vengono mostrati dei paralleli tra l'oppressione delle donne e l'oppressione di altri gruppi, l'oppressione delle donne viene vista come quella più basilare. La società patriarcale usa l'oppressione delle donne sia come modello di oppressione per altri sia come effettivo strumento per mantenere una serie di oppressioni sociali.[3]

Femminismo radicale, la snarl word[modifica]

A differenza dell'impressione deliberatamente creata conservatori (come Rush Limbaugh[rw], che hanno coniato il termine che hanno coniato l'esilarante termine "feminazi"),[4] il termine "radicale" non implica necessariamente estremismo o anche militanza. Le femministe radicali cercano di risolvere il problema alle "radici"[5] dell'oppresione così da smantellarla, e ritengono che la causa radice sia il sessismo, da cui altre forme di oppressione come il razzismo sono state copiate. Comunque come il sessismo può essere messo alla prova, è questione di dibattito.

Nonostante questo, alcuni conservatori[rw] sono riusciti nel convincere il pubblico che, invece di opporsi agli sproporzionati benefici degli uomini e cercare più eguaglianza, il femminismo si opponga agli uomini in generale, e cercano di creare una inversione delle relazioni di genere in cui gli uomini sono oppressi dalle donne. Lo fanno affermando che queste femministe radicali usano retorica infuocata ed idee estreme, come quelle di Andrea Dworkin[rw], Valerie Solanas[rw], e Mary Daly — portavoci per la destra di questa versione del termine — e poi dichiarano che l'unica differenza tra queste femministe e il resto sia che le seconde siano più brave nel mascherare il loro odio.[6] Questo non è nulla di nuovo, vedere anche le argomentazioni anti-ambientaliste[rw] usate da certi conservatori americani.

"Femminista radicale" merita quindi il titolo di snarl word contro chiunque supporta posizioni liberali ed egualitarie sulla sessualità e sulla legislazione in proposito (o anche contro le donne di sinistra).

Femminismo radicale e minoranze sessuali[modifica]

Transfobia[modifica]

Vedi l'articolo principale su questo argomento: Trans-exclusionary radical feminism

C'è stata,[7] e continua ad esserci,[8][9] una ricca corrente di bigottismo anti-trans all'interno di alcuni rami minori di pensiero femminista sulla questione del genere e della transessualità in generale. Anche se non tutte le femministe sono d'accordo, coloro che criticano il transgenderismo mantengono (generalmente in contrasto a ciò che sia le persone trans stesse dicono delle loro identità, sia del consenso medico sulla disforia di genere) la loro posizione sul fatto che le donne trans non sono nulla di più che "uomini effeminati" che sono stati relegati dal binario di genere patriarcale allo stato di donne (mentre gli uomini trans, quando ci si degna di menzionarli, sono solo donne che vogliono reclamare il 'privilegio maschile' per loro stesse). Quindi si lamentano sul fatto che le persone transgender in generale "reificano il binario di genere."

Il termine TERF (trans-exclusionary radical feminist) ha lentemente iniziato a scostare altri termini per queste radfem nel 2012 e 2013; è probabilmente il termine più preciso coniato finora per le "femministe di seconda ondata" (un termine cronologico molto impreciso) ed ha liberato il termine "radfem" (non tutte le radfem sono TERF), anche se non copre le attitudini sulla pornografia e le relazioni di genere.

Occorre notare che il termine è a volte usato come semplice insulto contro femministe radicali che criticano una qualunque cosa riguardante transgenderismo e transessualità. Ad esempio quando notano che il transgenderismo può essere malinterpretato in un modo che reinforza le assunzioni delle persone sui ruoli di genere e gli stereotipi, e cancella l'esistenza delle persone non-gender-conformi ("il nostro caro figlietto ama giocare con le barbie ed è un po' effeminato, deve per forza essere una ragazza!").

Lavoro sessuale[modifica]

Le lavoratrici sessuali sono divise tra quelle che vogliono fare le lavoratrici sessuali, e quelle che vi sono obbligate. Le femministe radicali, soprattutto le SWERF, a volte non riescono a fare la distinzione adeguatamente, dando come risultato al femminismo un cattivo nome tra le lavoratrici sessuali. Sul lato positivo, le radfem (come la maggior parte) delle persone, si oppongono fortemente al traffico di esseri umani e alla violenza sessuale.

"Queer"[modifica]

Alcune separatiste lesbiche femministe radicali non apprezzano l'uso del termine "queer". Trovano che "queer" minimizzi o cancelli l'identità lesbica e gay, perché include persone che non sono esclusivamente persone amanti dello stesso sesso. Le femministe radicali ritengono che il termine "queer" sia un eufemismo per Pansessualità/bisessualità, e che le lesbiche che si identiciano come "queer"femministe radicali separatiste lesbicheSome radical feminist lesbian separatists dislike the use of the term "queer". They feel that the term "queer" non vogliano nominare la loro effettiva omosessualità.

Femminismo radicale e conservatori radicali[modifica]

Alcune persone cercano di sorvolare sulle attitudini bigotte di tale gruppo di femministe radicali in base al fatto che queste non possiedono il potere collettivo per agire in una qualunque maniera significativa in tal senso. Questo non è però il caso quando le attitudini di queste femministe radicali (anti-sesso, anti-pornografia/prostituzione, transfobiche) si allineano con quelle del conservatorismo religioso tradizionale (horseshoe theory[rw].

Ad esempio, conservatori sia negli USA che in Canada hanno trovato le argomentazioni basate sui diritti civili di Andrea Dworkin[rw] contro la pornografia essere esattamente quello che stavano cercando per il loro precedente tentativo di bandirla, e le idee di Dworkin sono state inserite nella legge canadese in un modo che Dworkin non condivideva .[10] Janice Raymond[rw], una femminista radicale autrice di The Transsexual Empire, ha collaborato con il senatore Jesse Helms[rw] negli anni '80 per negare copertura sanitaria alle operazioni di riassegnazione sessuale sotto Medicare.[11]

Cherrypicking[modifica]

Facendo un po' di cherrypicking, qui ci sono alcuni esempi di persone e delle loro attività.

Valerie Solanas[modifica]

Oltre ai suoi scritti sull'argomento, è meglio conosciuta per il tentato omicidio di Andy Warhol. È stata diagnosticata con schizofrenia paranoide, per cui questo può già dire tutto.

Andrea Dworkin[modifica]

Se sei un uomo, è apparentemente inevitabile che sfrutterai o struprerai una donna. Inoltre, sembrava vedere lo stupro come sinonimo di rapporto sessuale.

Germaine Greer[modifica]

L'opposizione alla mutilazione genitale femminile è "un attacco all'identità culturale". Deve essere "una procedura di considerevole valore culturale visto che è sopravvissuta a 50 anni di criminalizzazione e coordinate campagne di propaganda."[12]

Greer è stata anche accusata di sessismo e di ipocrisia quando ha criticato la prima ministra australiana Julia Gillard in un dibattito televisivo. Invece di discutere delle sue politiche, Greer ha scelto di criticare il suo senso dell'abbigliamento, e l'ha definita "una culona".[13][14]

Mary Daly[modifica]

"Se la vita significa sopravvivere su questo pianeta, occorre decontaminare la Terra. Credo che questo sarà accompagnato da un processo evolutivo che risulterà in una drastica riduzione della popolazione di maschi."[15]

Voci correlate[modifica]

Note[modifica]

  1. Types of feminism
  2. [1] p.6
  3. A somewhat more detailed description of radical feminism
  4. Just one example among countless
  5. Notare che "radice" è un sinonimo di "radicale"
  6. Nel caso di Andrea Dworkin, i conservatori stanno denunciandola da un lato, e copiando le sue retoriche anti-pornografia dall'altro, lasciando un po' colpiti gli spettatori
  7. Janice Raymond, The Transsexual Empire: the Making of the She-Male (Boston: Beacon Press, 1979), [2]
  8. "Germaine Greer Paints a Portrait of Transphobic Feminism," Feministe, 22 agosto 2009, [3]
  9. Julie Bindel, "Gender benders beware," The Guardian, 30 gennaio 2004. [4]
  10. MacKinnon, Catherine A. and Andrea Dworkin. "Statement by Catharine A. Mackinnon and Andrea Dworkin Regarding Canadian Customs and Legal Approaches to Pornography." 26 agosto 1994. The Andrea Dworkin Online Library. [5]
  11. "Janice G. Raymond, Ph.D.," Transsexual, Transgender, and Intersex History, 1998, [6]
  12. The Whole Woman, Germaine Greer
  13. Germaine? You lost me at "big arse" …
  14. Women being mean to women: still sexist
  15. Bridle, Susan (Fall–Winter 1999). "No Man's Land". EnlightenNext Magazine. 


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