Mansplaining

Da Wikisessualità.

Il mansplaining è un portmanteau[wp] di "man" (uomo) e "explaining" (spiegare), usato per descrivere l'atto in cui gli uomini "insegnano alle donne" — spesso su cose direttamente correlate all'esperienza delle donne (come sessismo, o aborto) senza riconoscere (o essere interessati) all'effettiva conoscenza della donna sull'argomento.

L'autrice di fantascienza Karen Healy lo descrive come "un delizioso misto di privilegio e ignoranza che porta a spiegazioni paternalistiche e inaccurate, riportate con la sicurezza indubbia e la viscida certezza di avere ragione, perché si è l'uomo nella conversazione."[1]

Come fare mansplaining[modifica]

Prendere un qualsiasi argomento, su cui si è esperti oppure no. Assumere che la donna accanto non conosca nulla di tutto ciò — soprattutto se si tratta di auto, computer, macchinari, armi, macchinari armati operati al computer, auto con armi incorporate, o altre cose da uomini — o che le proprie opinioni in materia siano più importanti delle sue. Spiegarglielo in maniera compiaciuta, paternalistica. Sminuire qualunque obiezione, chiarificazione, o commenti che lei potrebbe offrire, e anche affermazioni sul fatto che lei conosca già l'argomento.

Corso avanzato: Invece di prendere un argomento qualunque, sceglierne uno di particolare interesse per le donne, come i diritti delle donne, il femminismo, la contraccezione, il fatto che 9 mesi non siano nulla di che[2] e ovviamente come è facile perdere peso, se solo le donne seguissero il proprio piano. Poi spiegare pazientemente loro cosa c'è che non va nel loro punto di vista. Se provano a controbattere, parla semplicemente più forte.

Corso super avanzato: Parlare degli stessi argomenti, ma senza nemmeno preoccuparsi di invitare quelle sciocche donne alla discussione. Esempio.

Esempi[modifica]

Da completare: Tradurre.

Congressional Birth Control Panel[modifica]

For some reason or another, during the 2012 US election season various politicians and political pundits came out of the woodwork to embarrass themselves on their understanding of female biology. They elucidated on how women's bodies "shut down conception" if she is raped;[3] that some women are so horny, they need government to pay for all the sex they are having;[4] that most women are really pro-life, but the pro-choice movement has convinced them they cannot have jobs if they are not pro-choice.[5]

But perhaps the worst moment was when the US Congressional House committee, studying the birth control issue in and around the context of Obamacare, convened a panel of ethics experts to discuss birth control and how important it is (or isn't) for women. The entire panel was men — religious leaders from their various churches and temples.[6]

Abortion[modifica]

Though perhaps not truly mansplaining in its most common sense, the basic concepts of intellectual discourse about women's needs shows up often in discussions about abortion. Philosophical discussions regarding abortion often focus on cold, distanced commentary focusing on the fetus — the nature of life, quality of life, when life begins, and a fetus's potential rights in relation to all other living beings (far less, discussions of its relationship to the very real, named, faced woman that said fetus resides in). Since women in general, and the actual pregnant woman are often missing in these discussions about the fetus, those conversations have some earmarks of superciliousness, without intentionally dismissing their views.

You just don't understand what sexism is![modifica]

Many traditionally male-dominated arenas on the Internet who wish to broaden their influence are now grappling with issues about sexism. These discussions often lead to women saying "This is why I feel the site/topic is sexist," or "I feel unwelcome here, because of..." Mansplainers come out of the woodwork to explain to women that the women don't really "understand what sexism is," or "are taking it wrong and shouldn't be feeling that way" or simply "those things don't really matter to our issue at large, and distract us from our group's goals."

One such example came to a head when social commentator Anita Sarkeesian decided to write a series on how women are presented in video games. Before she had written one word, an avalanche of gamers came out to tell her she was wrong, there was no sexism in video games, women are more strongly portrayed than ever before, and oh by the way, why does she care, women don't play video games.[7] A columnist for Destructoid put together a half-assed response to Sarkeesian's specific criticisms that ended up coming across as a justification for why sexism is actually okay.[8]

Implicazioni[modifica]

Anche se il termine mansplaining si focalizza sugli uomini che dicono alle donne come capire meglio i problemi delle donne, il concetto non è limitato a come gli uomini trattano le donne. Si trova frequentemente in ogni conversazione in cui qualcuno in una posizione socialmente dominante "spiega" la vita a una persona inferiore. Presunti studiosi che dicono alle persone indigene come la loro cultura vada compresa[rw]; persone bianche che dicono alle persone nere in quali casi devono o non devono offendersi in caso di espressioni razziste; persone gay che si sentono dire di come non dovrebbero davvero desiderare il matrimonio, perché il matrimonio è alla fine solo una rottura; o qualcuno che usa l'"argomentazione dell'amico" per assumere una magica intuizione di cosa davvero significa essere messicani, transgender, sordi, poveri, o quello che desiderate.

Nulla sul mansplaining deve suggerire che qualcuno che non è membro di una minoranza non debba avere un'opinione su un argomento specifico a quel gruppo; ma va invece considerata dove la sua autorità in materia deriva, e quando persone effettivamente da quella classe stanno parlando, fermati e ascoltale. Non esiste una voce singola per le femminist*, le persone transgender, le persone nere, o qualunque altro gruppo. Le idee sono una pluralità, e occorre non silenziare quella pluralità o imporre una sola voce, soprattutto quando quella "voce" afferma di parlare di un gruppo di cui non fa nemmeno parte.

Risorse esterne[modifica]

Voci correlate[modifica]

Note[modifica]

  1. "A woman's born to weep and fret" at Attention Rebellious Jezebels
  2. Dimostrazione che una persona non ha visto una nascita.
  3. Todd Akin On Abortion: 'Legitimate Rape' Victims Have 'Ways To Try To Shut That Whole Thing Down', Huffington Post
  4. Rush Limbaugh On Sandra Fluke, Obama Call: Having 'So Much Sex'; Parents Should Be 'Embarrassed', Huffington Post
  5. "Divided by Abortion, United By Feminism!"
  6. Absence of women at birth-control hearing prompts larger question, Washington Post
  7. Anita Sarkeesian documents sexism in video games and on Kickstarter, The Daily Dot (Note: Due to the nature of the threats Ms. Sarkeesian experienced, most of the comments, including the simply passive-agressive comments, were removed from her sites.)
  8. Prepare for funny (At one point, the author claims that her criticism of sexualized school-girl-costumes for female game characters is illegitimate because the character in question "enjoys donning a school-costume ... If she really enjoys dressing up ... who are we to deny her that right?" Because, of course, the character wasn't created that way by anyone...)