Misandria

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La misandria è l'odio, il disprezzo, o il pregiudizio verso gli uomini.

Il termine è usato sia per indicare effettivo odio verso gli uomini (vedere Supremazia femminile e Veterofemminismo), sia come snarl word per dipingere le femministe come odiatrici di uomini che vogliono intaccare i diritti o la dignità di questi ultimi.

Molte questioni comunemente categorizzate come "misandria" sono poi frutto di quegli stessi stereotipi che il femminismo cerca di combattere, e che in alcuni casi danneggiano prima di tutto gli uomini e le loro libertà su cosa devono o non devono fare. Vedere Mascolinità tossica.


Uso del termine da parte degli MRA[modifica]

Rispondiamo ad alcune comuni motivazioni da parte degli MRA.

Affermazione Controargomentazione
Sentirsi esclusi o del tutto rigettati in alcuni spazi per via dell'essere maschi. A molti di questi uomini è stato insegnato che il motivo per cui le donne hanno il diritto di entrare ed essere rispettate (o anche di dominare) negli "spazi per gli uomini" è perché è sbagliato rigettare qualcuno da uno spazio sulla base del genere. Questo li porta a pensare che abbiano il diritto di entrare e di essere rispettati (o anche di dominare) in spazi prevalentemente femminili che sono stati tradizionalmente stati femminili, o che sono stati stabiliti come safe space[wp] per donne che si trovano nell'esperienza (passata o presente) di avere avuto uomini violenti. Esempi di donne che sono ingiustamente esclusive non mancano, ma non rappresentano la norma.

Sentirsi indesiderati o respinti da una donna. Alcuni uomini vedono un "diritto intrinseco" nell'avere le proprie attenzioni (sessuali e/o romantiche) ricambiate da parte delle donne attorno ad essi. Dal comportamento creepy, al lamentarsi della friendzone, ad una profonda misoginia. Dimenticandosi delle scelte personali e della libertà personale, viene spesso razionalizzata come appello alla natura (essenzialismo biologico) o come diritto intrinseco.

Sentire che le donne ricevono alcuni diritti o vantaggi che gli uomini non ricevono, come drink gratis, incentivi di pari opportunità, o anche ammirazione sociale. Un drink gratuito o ampia ammirazioni non si eguagliano al tipo di potere o influenza che è stato storicamente negato alle donne (es. uguale rappresentanza nella leadership politica o economica). Gli incentivi per le pari opportunità sono un tentativo di compensare questo trattamento ingiusto, non a rendere gli uomini sottoprivilegiati.

Sentirsi tralasciati o ignorati in favore di una donna. Anche se ci sono casi dove tali lamentele hanno del merito, in molti casi non si fermano a considerare il caso che la donna possa essere stata più qualificata o più valevole di attenzione.

Sentire che "il sistema" favorisce le donne e tratta gli uomini con sospetto o disprezzo. L'idea che le donne debbano essere coccolate o protette e gli uomini debbano essere violenti o minacciosi è criticata in ambito femminista, e percezioni come queste sono parzialmente dovute a norme sociali sessiste, in parte dal confirmation bias[rw] da parte degli MRA, e in parte da come le statistiche mostrino che gli uomini siano principalmente i perpetratori di violenza domestica[1], con molti meno casi di violenza donna-su-uomo riportata.

Sentire di essere considerati creepy, o comunque sotto ingiusta critica e scrutinio per il fatto di essere uomini, e che tali accuse o pressioni sociali siano usate come armi da parte delle donne per rendere gli uomini ciò che esse vogliono. Anche se è ragionevole evitare di trattare tutti gli uomini come creep fino a prova contraria, rimane il fatto che se sei un creep, sarai chiamato creep. Supportare un movimento che supporta l'idea che le donne debbano sesso agli uomini non è generalmente il modo migliore per essere considerati non-creepy.

Sentire che le proprie preoccupazioni siano considerate meno legittime di quelle delle donne. Questo può essere parzialmente dovuto al fatto che ci sono grandi e vocali organizzazioni femministe, ma solo pochi marginali organizzazioni MRA, che combinate con l'idea degli MRA secondo cui la società è faziosa dalla parte femminista produce la percezione secondo cui questi problemi siano sminuiti in base al genere.

Sentire di essere (se stessi o gli uomini in generale) ingiustamente deprivati della custodia dei bambini per via si un sistema legale a "dominazione femminile". I casi di custodia tendono a vedere gli uomini svantaggiati, il che appare essere un completo retromarcia dalla pratica precedente, in cui i padri vedevano i loro figli come loro beni e le madri non avevano nulla da dire in ciò (il che non significa che nemmeno la situazione attuale sia migliore).

Però, gli MRA non percepiscono che la pratica attuale è radicata nell'idea che sia il lavoro delle donne prendersi cura dei figli — un idea a cui le femminist* si oppongono fortemente. Quindi, se l'influenza femminista nel sistema legale diminuisse, il problema diventerebbe probabilmente peggiore.


In generale, la maggior parte delle affermazioni di misandria sono collegate ai sentimenti di sentirsi ignorati o marginalizzati. Anche se molte affermazioni di misoginia sono collegate a tali sentimenti (es., un punto centrale di discussione per una intera generazione di femministe è stato il sentimento delle donne nell'essere intrappolate nel ruolo di casalinga di ceto medio[2]), un numero considerevole proviene anche da donne che segnalano di essere state violentate, picchiate, o silenziate con la forza, spesso con il colpevole ancora a piede libero. Paralleli di questi sul lato MRA non sono impossibili da trovare (Andy Warhol è l'esempio più ovvio), ma rimangono costantemente più rari.[3]

Misandria e femminismo[modifica]

Nonostante le affermazioni da parte degli MRA, la misandria è un fenomeno marginale nel femminismo, largamente confinato a lunatiche nel femminismo radicale, che mantengono un'adattamento al marxismo[rw] in cui le donne sono lavoratrici oppresse e gli uomini prendono il ruolo di grassi maiali capitalisti, e ovviamente questo possono che odiare un grasso maiale capitalista.

Tale misandria si può classificare in tre categorie: "gendericida", matriarcale, e classista.

Gendericida[modifica]

Quando il termine è stato inizialmente usato negli anni '70, tra gli utilizzatori del termine c'erano le femminist* coinvolte nella lotta Da completare: sarò stanca ma non ho capito il senso della frase When the term began to be used in the 1970s, among the people using it were feminists involved in the infighting then beginning to rip through their movement, with no less a feminist personage than Betty Friedan condemning misandry.[4]

Parte del motivo per l'aumento di discussioni sull'odio per gli uomini sono state le particolari uscite di Valerie Solanas[rw]. Solanas, anche conosciuta per avere ucciso Andy Warhol nel 1968, aveva scritto The SCUM Manifesto[wp], che descrive uno scenario utopico/distopico di ribellione e lotta femminile, e in cui afferma che gli uomini siano biologicamente inferiori alle donne e debbano essere sterminati. Per la legge di Poe[wp], è poco chiaro quanto Solanas fosse veramente seria/concettuale/parodistica nel suo testo.

Circa dieci anni dopo, nel 1977, la femminista radicale Andrea Dworkin[rw] ha affermato che questo tipo di attitudine stava crescendo nella sua setta, descrivendo come in un incontro i 200 partecipanti abbiano salutato il "gendercidio" con un applauso entusiasta.[5] Comunque, è considerevole di nota il fatto che Dworkin, essa stessa una figura fringe del femminismo, e spesso accusata di misandria, abbia essa stessa alzato la voce contro queste idee in quello stesso incontro; queste attitudini sono rimaste fermamente limitate nella loro estensione.

Matriarcale[modifica]

Esiste anche un piccolo numero di femminist* che credono nel matriarcato o nella "supremazia femminile", ritenendo che le donne siano più adatte degli uomini a governare e decidere rispetto agli uomini. Mary Daly, la teologa femminista radicale che ha dato le sue dimissioni di docente piuttosto che accettare uomini nelle sue lezioni, era una di queste.

Classista[modifica]

Infine, esiste un gruppo che esplicitamente difende la misandria, come molti altri odi sono stati difesi, caratterizzandola come "odio dell'oppressore".[4] Negli anni '70, alcune femministe radicali hanno proposto la disapprovazione per le femministe di entrare in relazioni con uomini, sulla base del fatto che questo le avrebbe potute portare a sviluppare opinioni positive sul loro compagno, che avrebbero ridotto l'utilità del movimento femminista.[6]

Affamati di potere e misogini per natura?[modifica]

Esistono anche persone che accettano le critiche misandriche verso gli uomini (es., che sono maiali assetati di potere o misogini nel complesso), ma negano che questo sia per natura come Solanas sosteneva, affermando invece che la società condizioni gli uomini nell'essere così. Anche se questo suona come una condanna di un sistema sociale anziché disprezzo per le persone all'interno del gruppo, vale la pena notare che all'atto pratico, il risultato non è particolarmente differente.

Appropriazione come parodia[modifica]

Infine, ci sono femminist* che non sono effettivamente misandriche, ma si sono appropriate del termine per fare paranoiare gli MRA sull'esistenza di una grande complotto femminista.[7]

Critiche[modifica]

Il termine ha subito delle critiche da coloro che vedono gli odi degli individui come di bassa o non significanza rispetto alla varietà "istituzionalizzata" o "sistemica". Secondo questa visione, un "ismo", come razzismo o sessismo, richiede due componenti: primo, un pregiudizio o odio contro un gruppo; secondo, e più importante, il potere collettivo di mettere questo in azione in maniera sufficientemente significativa da produrre un 'blip' sui radar dei sociologhi. Quindi, formulazioni come "Sessismo = pregiudizio + potere."[8]

Si è affermato che l'odio per gli uomini, ha la prima di queste due componenti, ma non la seconda. Anche se in alcuni casi legali, come la custodia dei figli, gli uomini tendono ad essere svantaggiati, gli uomini comparati alle donne, complessivamente, non sono svantaggiati nei redditi, nei tassi di occupazione, nelle posizioni governative, istruzione, lingue e storia in generale. Quindi, la formulazione è incompleta.

Si è anche affermato che l'utilizzo di un termine come "misandria" per l'odio per gli uomini mette implicitamente l'odio allo stesso livello del "razzismo" o del "sessismo", quando in realtà non lo è. Ne seguirebbe quindi che "misandria" è una snarl word che può essere solo usata nei modi fallaci in cui gli MRA la usano.

Negazione dell'esistenza della parola[modifica]

Alcuna della persuasione del femminismo radicale è andata così lontana al punto di negare[rw] l'esistenza della parola, proponendo "misantropia" come sinonimo corretto.[9]

Citazioni sulla misandria[modifica]

Ci sono due tipi di donne che non odiano mai gli uomini: quelle molto fortunate e quelle molto cieche.
Joanna Russ, comica[4]
Nell'ultimo quarto di secolo, abbiamo esposto i bias contro altre razze e l'abbiamo chiamato razzismo, abbiamo esposto bias contro le donne e l'abbiamo chiamato sessismo. Il bias contro gli uomini lo chiamiamo humor.
Warren Farrell[rw], ex professoressa di studi di genere

Voci correlate[modifica]

Note[modifica]

  1. Statistiche offerte dall'American Bar Association
  2. La scrittrice femminista Erica Jong ha scritto il suo famoso libro, Paura di Volare, come risposta diretta alla letteratura che utilizza quel tema.[1]
  3. Alcuni uomini vittima di violenza sessuale preferirebbero probabilmente spostarsi sul lato femminista sulla base del fatto che il lato MRA è fondamentalmente distruttivo anziché costruttivo, anche se è difficile ritrovarsi appieno in un movimento delle donne per le donne.
  4. 4,0 4,1 4,2 Joanna Russ[wp], The New Misandry: In Defense of Hating Men, Village Voice, 12 ottobre 1972.
  5. http://www.nostatusquo.com/ACLU/dworkin/WarZoneChaptIIID.html
  6. http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/2009/jan/30/women-gayrights
  7. Amanda Hess, "The Rise of the Ironic Man-Hater", Slate
  8. Quindi, diventa necessario nasconderlo sotto il tappeto quando persone con questi odi ottengono accesso a qualche forma di potere.
  9. http://www.adonismirror.com/10152006_leader_misandry_and_misanthropy.htm
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