Respectability politics

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La respectability politics (o politica della rispettabilità) è la pratica di alcuni gruppi oppressi di suggerire/indurre/spingere i loro stessi membri nel tenere un basso profilo, più simile possibile a quello della maggioranza esterna.

Esempi[modifica]

Tra persone LGBT[modifica]

  • Accettare solo gli uomini gay "maschili" e "seri" che mantengono un aspetto "etero", denigrando "checche" e "frocetti" (Femmefobia).
  • Persone LGBT che si lamentano di come i gay pride dovrebbero essere "seri e decorosi" per non venire denigrati dalle persone esterne.
  • Il forte consiglio proveniente dalla Chiesa Cattolica nel "mantenere un basso profilo", "non dare scandalo dei propri problemi e debolezze".
  • In altre parole, il condividere l'idea del "Vi accettiamo, a patto che siate o facciate finta di essere come noi."

Vedere anche Femmefobia, Hall of shame § Machismo e Mascolinità tossica.

Tra persone transgender[modifica]

  • Il doversi appiattire al binario di genere del sesso di destinazione, senza accettare persone genderqueer/non-binarie, quasi per somigliare di più alla maggioranza cisgender. Anche da parte di chi dovrebbe dare l'OK per la terapia ormonale.

Tra donne[modifica]

  • Il non doversi mostrare sessualmente aperte, sex-positive, perché se no si è una sgualdrina.
  • Il fare slut shaming verso donne troppo "troie".
  • Il dover negare il proprio ricorso a ritocchi estetici.
  • Il denigrare la prostituzione o la pornografia perché "danneggia la reputazione delle donne".
  • Il fare colpevolizzazione della vittima in caso di stupri.

Nell'irreligiosità[modifica]

  • Il fatto di ritenersi "non uno di quegli atei che va in giro a ferire i sentimenti altrui", ma uno che tiene le cose per sé.

Voci correlate[modifica]