SlutWalk

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SlutWalk è un movimento femminista inteso ad aumentare la consapevolezza sullo stupro, le solite scuse per lo stupro, e altre forme di violenza contro le donne, generalmente si distingue da altri movimenti e manifestazioni per il fatto che molti dei partecipanti sono vestit* come sgualdrine, appunto.

È essenzialmente la versione femminismo di terza ondata di una marcia Take Back the Night, un'alterazione di stile che ha reso alcune persone davvero arrabbiate.[1]

Origine[modifica]

Il concetto di SlutWalk è originato a Toronto nell'aprile 2011, quando un agente di polizia ha affermato alla York University che per evitare di essere rese vittima di violenza sessuale, "le donne dovrebbero evitare di vestirsi come puttane". Questa affermazione è basata su un vecchio mito davvero difficile da smontare, e grossolanamente errato, prima di tutto perché la maggior parte degli stupri avviene tra conoscenti e non tra estranei, secondo perché "vestirsi come una puttana" significa in realtà un'ampia varietà di cose (vedere: paesi con la Sharia[rw]), terzi perché alcune persone hanno problemi mentali e credono che ogni donna sia una puttana[rw], ed infine perché agli stupratori non importano tanto i vestiti o corpi delle donne tanto quanto dominarli e degradarli.

Mai fondatori del movimento SlutWalk, Sonya Barnett e Heather Jarvis, hanno preso le loro critiche un passo oltre. Suggerendo che le donne possano prendere delle misure preventive contro lo stupro dovendo cambiare i loro comportamenti e stili, l'agente ha essenzialmente detto che le donne che non mettono in atto tali misure erano in torto se finivano con l'essere stuprate.

È stata messa in atto una grande marcia, con cartelli portanti variazioni del tema "Nessuna chiede di essere stuprata." Inoltre, è stato deciso di mettere la parola "puttana" al centro della retorica cercando di ridefinire il termine come "qualcuno in controllo della propria sessualità."[2] Questo è risultato in molte persone in giro con vestiti appositamente provocanti, nonostante il tut-tutting di femministe di seconda ondata e anche della femminista anti-pornografia Gail Dines, che era preoccupata del fatto che queste donne stessero dando corda agli apologetici dello stupro, e Maiy Azize, che ha dichiarato che queste donne stavano "definendo la loro sessualità in termini maschili."[3] Altri gruppi hanno deciso di seguire questo approccio, e il movimento SlutWalk è nato.[4]

Voci correlate[modifica]

Note[modifica]

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