Troiofobia

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La troiofobia (o "whorephobia") è l'oppressione, la violenza e la discriminazione delle lavoratrici sessuali, e per estensione la derisione o il disgusto verso le attività o l'abbigliamento correlato al lavoro sessuale.

Trattare le lavoratrici sessuali con sospetto, disgusto, violenza estrema, ha una lunga storia. Sono usate come un capro espiatorio ed evitate da coloro che dichiarano di supportare i diritti delle donne.[1]

Esempi[modifica]

Esempi di troiofobia sia espliciti che impliciti si trovano ovunque si usa il termine "troia" come insulto, si stigmatizza la lap dance, in casi di brutalità della polizia[2], o di serial killer[3], nelle norme culturali[4], e nella sanità pubblica:

Eden Alexander è una camgirl e attrice pornografica che lavora nella Bay Area. Nella primavera del 2014, Alexander è andata dal suo medico dopo una cattiva reazione a dei farmaci a lei prescritti. Poiché era una sex worker, i dottori hanno sminuito i suoi sintomi come prova di un abuso di droga.

Alexander ha avuto un'infezione della pelle che, senza medicazione, ha raggiunto altre parti del suo corpo innescando una condizione esistente della sua tiroide e portandola al coma.

—da The Guardian

Risorse esterne[modifica]

Voci correlate[modifica]

Note[modifica]

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